L'ARTE DELL'INTRECCIO: I PANARI
- Titolo
- L'ARTE DELL'INTRECCIO: I PANARI
- Copertura territoriale
- Manduria
- Descrizione
-
Quando si parla di boschi associamo subito la naturalezza del luogo ma anche i doni che madre natura fornisce: erbe spontanee e funghi soprattutto. E cosa usiamo per raccogliere questi fantastici doni? I panari, contenitori areati in materiale naturale e creati da artigiani che mantengono la memoria storica dell'arte dell'intreccio.
Ne abbiamo parlato con Antimo Calò il cestaio, che possiede una bottega a Uggiano Montefusco.
“Ciao, e grazie per questa intervista. Mi chiamo Antimo Calò e mi occupo di creare "panari e cannizzi" da più generazioni anche se è un mestiere in via di estinzione. Ci sono alcuni miei “colleghi” a Oria, Lecce e Mesagne ma siamo ormai pochi artigiani che si occupano di queste creazioni.
Un tempo venivano usati per la raccolta di olive ma anche come forme per il formaggio ricotta, ora vengono usati prevalentemente come cesti per raccolta funghi ma anche per addobbare case e allestire spazi (nelle masserie ad esempio).
La creazione di un cesto non è semplice e richiede pazienza e amore per la natura: tutto parte innanzitutto dalla conoscenza degli arbusti, dove trovarli e dalla raccolta e successivo taglio, bollitura e levigazione ed infine essiccazione dei filamenti di giungo, ulivo o mirto. Mi risulta difficile spiegare tutte le tappe per la realizzazione del prodotto finale, l’intreccio avviene secondo una modalità che sarei contento di mostrarvi dal vivo”
- Media
-
Il cestaio
Contenuto: L'ARTE DELL'INTRECCIO: I PANARI
Parte di L'ARTE DELL'INTRECCIO: I PANARI
