La ricchezza dei monumenti e della presenza artistica nel territorio è talmente vasta che va raccontata cercando di scoprire i luoghi e i tesori più nascosti.
Descrizione
Nel cuore del Salento, le Terre del Primitivo custodiscono un patrimonio artistico nascosto, fatto di chiese rupestri, affreschi votivi e cappelle decorate. Gli undici Comuni rivelano la loro bellezza nei dettagli meno appariscenti, spesso ignorati dai percorsi turistici.
Pittori e scultori ma anche maestri scalpellini hanno arricchito con la loro arte le città.
Si presenta una passeggiata organizzata per mostrare i monumenti e luoghi sconosciuti del territorio di Torre Santa Susanna. Intervista realizzata da IdeaRadio all'avvocato Raffaele Misseri che è stato promotore nel 2024 di un' iniziativa per mostrare luoghi nell'agro della cittadina e far conoscere anche l'evoluzione extra urbana di Torre Santa Susanna prima della sua nascita come centro urbano.
Castello dei Conti Filo: imponente e severo maniero, racchiuso tra due torrioni sopravanzati, contornato di merli, presenta al centro della facciata un portale a bugnato sormontato dallo stemma dei Conti Filo che, attraverso un vestibolo, conduce nel vasto cortile da cui si può accedere nel resto degli ambienti: il salone delle decime, che conserva ancora alcuni interessanti medaglioni affrescati sul soffitto a botte, la fossa granaria sotterranea, le scuderie, ora trasformate in un vero e proprio museo, la cappella gentilizia dove si conserva l’unico altare barocco in legno di tutta la Provincia, e l’ingresso allo scalone che conduce al piano nobile, dove si susseguono stanze e saloni magnificamente arredati.
Una descrizione della cittadina ripresa da un yuotuber che ha fatto visita ad Avetrana nel 2024, raccogliendo elementi di interesse storico e curiosità del territorio della comunità avetranese.
Esiste ancora, nell´attuale salone della chiesa matrice, una vecchia statua di S. Antonio di Padova interamente scolpita in pietra, sulla cui base sono incise le lettere S.A.P. (Sanctus Antonius Paduae). Unica menzione quella dell’ arciprete Francesco Valerio Briganti nel 1747 che, in una sua relazione sulla chiesa parrocchiale, la descrive con un angelo d´argento. Di fattura non eccelsa la sua realizzazione potrebbe collocarsi intorno alla seconda metà del XVII secolo circa. Orbene, a questa statua sembra sia legato un antichissimo aneddoto che tuttora i più anziani amano ancora raccontare ai più giovani. La leggenda racconta che nottetempo ignoti (la tradizione vuole manduriani) giunti, con un biroccio trainato da buoi, nei pressi della chiesa prelevarono la pesantissima statua dileguandosi poi nel buio della notte. Bisogna sapere che a quel tempo la statua era collocata in una delle due nicchie in basso del prospetto principale (sull´altra vi era la statua di S. Biagio). La loro collocazione era giustificata dal fatto che entrambi erano venerati come protettori del borgo. In poco tempo e tra mille scossoni, attraversando silenziosamente il borgo, il carretto era oltre le mura. Tuttavia, giunti nei pressi dello "spartifieu", al confine, vale a dire, interfeudale Avetrana/Manduria, per cause misteriose la statua divenne così pesante, tanto che i pur possenti animali non riuscivano più a trainarla. I trafugatori allora, per farla diventare più leggera, decisero di asportarne parte del retro: ma anche così non c’era niente da fare: la statua restava lì immobile e più pesante che mai. Interpretando il tutto come sinistro presagio essi decisero di riportare indietro la statua che (altro prodigio) all´istante divenne leggerissima. La ricondussero rapidamente nel borgo, la abbandonarono sul sagrato della chiesa e se la diedero frettolosamente a gambe, Lì, il mattino seguente, parroco e fedeli, la trovarono, esterrefatti e senza darsi spiegazioni. Impossibile stabilire se la statua in questione sia quella attualmente conservata nella salone della chiesa, tuttavia una rapida osservazione della scultura permette di cogliere una strana coincidenza con i fatti narrati cioè: il retro della statua risulta effettivamente come svuotato. E dunque, realtà o leggenda? Impossibile dare una risposta certa finché non c’è il supporto di un adeguata documentazione storica.
Si allegano le immagini delle due statue di Sant'Antonio che si trovano ancora oggi nella Chiesa madre di Avetrana. Le immagini sono tratte dal sito web https://www.sigecweb.beniculturali.it/ dove si trovano le schede con la descrizione completa delle statue.
In località Padreterno a circa 1km dal centro di Erchie vi è ubicata l’antica Grotta Messapica denominata dell’Annunziata. Costruita tra il V- IV secolo a.C. durante appunto il periodo messapico. Fu rifugio dei monaci Basiliani tra il X e XI secolo d.C.
La leggenda più conosciuta e famosa inerente al paese di Erchie è sicuramente quella legata al culto di Santa Lucia. Nel XI secolo il generale bizantino Giorgio Maniace traslò le sacre spoglie della Santa da Siracusa a Costantinopoli, come dono per l’imperatrice Teodora. Durante il viaggio approdò nella boscaglia oritana, vicino ad Hercle. Qui presso la grotta dell’Annunziata vivevano i monaci basiliani, i quali trasformarono l’avvallamento in una cappella. Nel corso dei secoli la cappella fu abbandonata, finché nel 1500, secondo la leggenda, durante un periodo di grave siccità, un vaccaro inseguendo una mucca che si era allontanata, la trovò che beveva da una fonte zampillante e in prossimità di essa c’era proprio il quadretto della Santa. Gli Ercolani lo recuperarono ed edificarono un tempio nel luogo del ritrovamento.
Un video, con diverse interviste, racconta le bellezze di Fragagnano. Il video è realizzato da A.N.I.M. APS (Associazione Nazionale Italiani nel Mondo.
Titolo: Uggiano Montefusco ed il suo diruto castello (note e documenti)
Autori: Primaldo Coco
Data di pubblicazione: 1914
Editore: Lecce, Stab. Tip. Giurdignano
Argomenti: Storia e Tradizioni
Eretta alla fine del XVI sec. per volere di Carlo V, aveva la funzione di vigilare sull’insidia saracena dal promontorio sul mare, alto 15 m. Il piano terra era adibito a deposito di armi, viveri e acqua, quello superiore aveva invece stanze a uso abitativo e ospitava un camino per i segnali di fumo. Vi si accedeva da una scala di legno esterna, collegata al piano abitabile. Sulla facciata sono visibili le caditoie, da cui venivano lanciati liquidi bollenti o grossi pesi per fermare gli assalti nemici.
Dedicata alla Natività di Maria Vergine, fu eretta tra il XIV e il XV sec., sui resti di una chiesa bizantina. Disposta a ingresso unico, con tre navate e un cappellone dedicato al SS. Sacramento, sovrasta una suggestiva cripta, in cui riposano le spoglie di San Costanzo. Dopo il terremoto del 1743, la facciata fu rimaneggiata in stile barocco.
Dedicata alla Natività di Maria Vergine, fu eretta tra il XIV e il XV sec., sui resti di una chiesa bizantina. Disposta a ingresso unico, con tre navate e un cappellone dedicato al SS. Sacramento, sovrasta una suggestiva cripta, in cui riposano le spoglie di San Costanzo. Dopo il terremoto del 1743, la facciata fu rimaneggiata in stile barocco.
Edificato come castello nel 1368 dai Cavalieri di Malta, nel ‘500 divenne sede della Commenda Magistrale di Maruggio.
Le sale del castello sono state splendidamente restaurate e conservano ancora molti degli elementi originali, come affreschi, archi gotici e caminetti antichi. La sua architettura difensiva è evidente nelle possenti mura e nelle strette feritoie che erano utilizzate per proteggersi dagli attacchi esterni.
Il castello ospita anche un museo che racconta la storia e le tradizioni del territorio. Qui è possibile ammirare reperti archeologici, antichi manufatti e documenti storici che offrono una visione approfondita della vita nel passato di Maruggio e delle vicende legate al castello stesso.
Di particolare rilievo, i pregevoli stemmi che fregiano il palazzo.
Al Commendatore Alliata è riferito lo stemma (1560) posto sull’arco dell’ingresso, lato Piazza del Popolo. Accanto, un pregevole trittico che riproduce il blasone di Hugues Loubenx de Verdalle, Gran Maestro dell’Ordine di Malta dal 1582 al 1595, affiancato dagli stemmi dei Dignitari dell’Ordine stesso.
All’entrata di via Umberto I, le guide in pietra delle antiche bandiere dei Cavalieri di Malta delimitano un campo con le armi araldiche dei commendatori Alliata e Chigi.
Nel cortile interno, si apprezzano gli stemmi dei principi Alliata e di Pietro Francesco De Capua (1496-1525, fu il primo titolare della Commenda), oltre che i resti di una cappella dedicata a S. Maria della Visitazione.
Sotto il piano nobile il palazzo ospitava magazzini e frantoi.
Titolo: Cenni storici di Sava
Autori: Primaldo Coco
Data di pubblicazione: 1915
Editore: Lecce, tipografia Giurdignano, ried. Marzo Editore Manduria, 1984
Argomenti: Storia e Tradizioni
Napoli, 13 giugno 1864 – Manduria, 22 luglio 1947
Pittrice e secondo il critico massimo Guastella il cui ruolo storico-culturale tra Otto e Novecento è interamente da scrivere in sede storiografica. Chiamata dai contemporanei “Tonna Limpia masculu e femmina”, la definizione a lei affibbiata, rifletteva le caratteristiche fisiche, i tratti somatici e l'abbigliamento usuale, ma non di meno il pregiudizio che su lei gravava per via dello lo stato nubile e la percezione della sua sessualità. Dall’alunnato presso Rubens Santoro, a Roma, è indagata la sua personalità artistica attraverso la produzione in un tentativo di riordino cronologico e di analisi delle opere eseguite, per lo più nel genere del ritratto.
Curiosità. Il Circolo Cittadino di Manduria nel 1994 ha curato un libretto dal titolo ‘Olimpia e Michele Camerario – pittori manduriani’.
Curiosità. Nella foto Olimpia Camerario è ritratta in atto di dipingere il “Ritratto di Nicola Schiavoni” (presente in biblioteca).
Titolo: Olimpia e Michele Camerario
Autori: Circolo Cittadino Manduria (a cura di),
Data di pubblicazione: 1994
Editore: Tiemme
Argomenti: Storia e Tradizioni
Titolo: Porte urbane nelle province di Brindisi, Taranto e Lecce
Autori: Bruno Perretti
Data di pubblicazione: 1997
Editore: Barbieri
Argomenti: Storia e Tradizioni
Titolo: Il santuario di San Pietro in Bevagna dipendente dei PP. Benedettini di Anversa
Autori: di Primaldo Coco
Data di pubblicazione: 1915
Editore: Tipografia Martinelli
Argomenti: Storia e Tradizioni
Titolo: Salento. Salentini
Autori: Enzo De Cillis
Data di pubblicazione: 2024
Editore: Filocalia di Vittorio Basile
Argomenti: saggio di critica d’Arte
Nato nel 1938 a Trepuzzi (Le), ancora giovane si trasferisce a Manduria. Insegna dal 1960 al 1996 educazione artistica nelle scuole statali. Dal 1961 al 1990 espone nella zona del Salento e a Manduria in circoli culturali. Dal 1970 al 1985 realizza numerose opere per comunità religiose e privati. Il suo animo è tormentato da problemi sociali che affliggono il sud, e li estrinseca nelle sue tele, seguendo le avanguardia e neorealiste, come quelle che meglio gli consentono di esternare i propri sentimenti e idee. Dipinge un ciclo pittorico per i Padri Passionisti di Manduria che raffigura la vita del loro fondatore, San Paolo della Croce. Qui si propone un’intervista di Giulio Raddi edita sul catalogo ” La collezione dei Passionisti del Convento del Sacro Cuore di Gesù di Manduria” San Gabrile edizioni – 2011 -, catalogo a cura dello storico dell’arte Stefania Bosco e di Padre Augusto Sagaria.
Nel 2018 pubblica il saggio “La bellezza – epifania delle categorie valoriali”.
Titolo: “La bellezza – epifania delle categorie valoriali”
Autori: Enzo De Cillis
Data di pubblicazione: 2018
Editore: Filocalia di Vittorio Basile
Argomenti: saggio di critica d’Arte
Titolo: Guida. 100 disegni
Autori: a cura di Abate Francesco, Gaeta Letizia Centro Studi Previtali
Data di pubblicazione: 2015
Editore: Barbieri Editori, Manduria
Argomenti: saggio, biografia, arte
Titolo: Pietro Guida Opere Costruite 1960-1975
Autori: a cura di Madaro Lorenzo e Minerva Brizia
Data di pubblicazione: 2018
Editore: Editrice Salentina, Galatina
Argomenti: saggio, biografia, arte
Titolo: Pietro Guida. Opere 1945 - 2008
Autori: a cura di Massimo Guastella
Data di pubblicazione: 200
Editore: Barbieri Selvaggi Editori
Argomenti: saggio, biografia, arte
Titolo: Pietro Guida. Lo spettacolo della vita. Ediz. illustrata
Autori: Mariastella Margozzi (Curatore) , Laura Salerno (Curatore),
Data di pubblicazione: 2022
Editore: De Luca Editori d'Arte
Argomenti: saggio, biografia, arte
Lo spettacolo della Vita / Life is a show è un'installazione di quattordici sculture dell'artista Pietro Guida. Attraverso la forza comunicativa che da esse straripa è possibile manifestare e auspicare un ritorno progressivo alla normalità di gesti essenziali e preziosi della nostra umanità: il bacio di due ragazzi, il ballo di due tangheros, l'abbraccio tra madre e figlio, la conversazione sulla panchina, la sonorità di un trio musicale, la passeggiata di una coppia, ma anche la giocosità di acrobati e saltimbanchi e la serenità di un'ora di sole. Il bambino con i palloncini e il padre che lo sostiene sulle spalle esprimono, infine, con i loro sguardi volti verso l'alto, il desiderio di percorrere la vita con l'attesa della conoscenza di quanto di bello il mondo può ancora offrire.