Mura messapiche, fossato, porte, postierle e necropoli
- Titolo
- Mura messapiche, fossato, porte, postierle e necropoli
- Copertura territoriale
- Manduria
- Origine
-
C.R.S.E.C., Progetto per un parco archeologico, 1986.
C.R.S.E.C., Oltre le mura. Aspetti della società messapica dagli scavi De Grassi 1955-1960, 1997.
AA.VV., I Messapi, XXX Convegno di Studi della Magna Grecia, 1990 - Descrizione
-
Il centro messapico di Manduria si estendeva per circa 71 ettari ed era circondato da una triplice cerchia muraria.
Nevio Degrassi, Soprintendente alle Antichità della Puglia e del Materano, effettuò i primi scavi archeologici dell’impianto difensivo e delle necropoli, tra il 1955 e il 1960. Le indagini portarono alla scoperta di circa 1330 sepolture, disposte all’esterno dei tratti settentrionale ed orientale delle mura di cinta. L’impianto difensivo è costituito da una prima cerchia, attribuita al primo quarto del V secolo a. C., con blocchi disposti di testa ed assemblati a secco, e corre con il relativo fossato per circa 2 km, disegnando un percorso di forma pressappoco pentagonale. La seconda cerchia, costruita alla fine del III secolo a. C., racchiude la precedente, ed è costituita da un doppio paramento di blocchi disposti di testa, con riempimento interno. Oggi alta tra i 5 e i 6 metri, è preceduta da un ampio fossato, di ampiezza pari a quella delle mura, ed una profondità che raggiunge i 5 metri. Il circuito murario, che sul lato settentrionale corre parallelo alla prima cerchia, si allarga notevolmente verso sud-ovest, ampliando l’area dell’insediamento e raggiungendo un perimetro complessivo di 3.300 km. Era rafforzato da torri di difesa, una delle quali, individuata da Nevio Degrassi nel tratto meridionale delle mura, nei pressi della via per Lecce. Passaggi di natura strategica (c.d. postierle) erano ricavati nei settori settentrionale ed orientale del circuito murario esterno: conducevano all’interno del fossato, permettendo l’uscita dalla città in caso di assedio. All’interno del fossato difensivo della prima cerchia, fu individuato un altro tracciato murario, convenzionalmente definito “terza cerchia” che corre parallelo al primo circuito sino all’area della ferrovia, ove se ne discosta per seguire l’andamento della cerchia più esterna. Vi erano sei porte che si aprivano nel tratto orientale delle mura, lungo più di un km, a testimonianza del collegamento e dei traffici intensi con i centri del territorio. Ne è testimonianza la porta nord-est, che era già presente nel primo impianto difensivo, tanto da essere risparmiata dal taglio del fossato della seconda cerchia. Il passaggio prevedeva una doppia strada, nei due sensi di marcia, per renderne più comodo il transito. Un intervento di scavo condotto dalla Soprintendenza nel 2004 alle spalle del Consorzio Agrario, in via Erodoto, ha permesso di mettere in luce: un tratto della cinta muraria orientale, con una delle porte di accesso che si apriva nel sistema difensivo; il fossato con due postierle, ed un’antica strada che entrava nella città dalla parte di Lecce.
Parte di Mura messapiche, fossato, porte, postierle e necropoli







