Terragne
- Titolo
- Terragne
- Copertura territoriale
- Manduria
- Origine
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L. Tarantini, Cenni storici di Manduria antica - Casalnuovo - Manduria restituta, 1984.
C.R.S.E.C, Emergenze e problemi archeologici. Manduria - Taranto - Heraclea, Contributi di E. Lippolis - L. Giardino - R. Scionti e P. Tarentini, 1990.
C.R.S.E.C, L’insediamento preistorico di Terragne. Nuovi dati del processo di neolitizzazione nel sud est italiano, a cura di M.A Gorgoglione, S. Di Lernia, G. Fiorentino, 1995 - Descrizione
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Il sito si trova alla periferia sud-ovest di Manduria, nei pressi dell’ASL.
La Soprintendenza Archeologica di Taranto ha effettuato alcune ricognizioni tra il 1983 e il 1985, in occasione delle costruzioni civili, attestando testimonianze di un insediamento di epoca ellenistico-romana, di resti medievali, e soprattutto, nella parte più alta del cosiddetto Monte Terragna, di resti preistorici del neolitico, dell'età del bronzo e del ferro.
Già il Tarentini avanzava l’ipotesi, anche se senza riscontri archeologici, dell'utilizzo di questa contrada in epoche remote. Gorgoglione, esaminando i dati, ipotizzava l’esistenza di un villaggio neolitico di fase antico-media. La stratificazione archeologica dimostra l'avvicendamento dalle fasi finali del Mesolitico al momento dello sviluppo dei villaggi Neolitici e di quelli dell'età del Bronzo fino ad epoca romana e medioevale. Il sito di Terragne si discosta dai modelli insediativi caratteristici del Salento, che sembrano previlegiare aree pianeggianti e litoranee con siti anche molto estesi. Terragne evidenzia, inoltre, un’importanza particolare per la probabile presenza di forme di transizione tra Bove selvatico e Bove domestico. Sulla base dei dati palinologici, la zona, durante il mesolitico e poi il neolitico antico-medio, era costituita da un paesaggio aperto, arido, improntato a vegetazione erbacea di steppa a gariga poco rappresentata la vegetazione boschiva.
Con l'inizio del V millennio a.C. le testimonianze si intensificano e si aggiungono quelle della coltura di frumenti.
Secondo lo studio di Paride Tarentini le testimonianze di epoca ellenistico-romana sono piuttosto sporadiche sul pianoro e concentrate nell'area pianeggiante ad Est, tra la base del Monte Terragna. In tale area i reperti più significativi raccolti in superficie indicano una frequentazione dal IV sec. a.C. circa ad epoca imperiale romana.
Al IV sec. sembra risalire un capitello dorico ritrovato.
Alla stessa epoca rimandano rari frammenti di vasi a figure rosse, il più significativo dei quali reca evidenti tracce di figura umana.
La zona è stata abitata nel X secolo ed è citata in atti notarili del 1508 e nella visita pastorale di mons. Bovio del 1565. Fino agli anni ’50 del ‘900 vi si coltivava il cotone. Oggi il quartiere è costituito in prevalenza da case popolari al alta densità demografica, costruite negli anni ’80.
Curiosità. Nella Sala I alla vetrina n. 1 del MarTa sono esposti alcuni oggetti rinvenuti a Terragne, con gli scavi della Soprintendenza del 1988-1991: ansa di grande contenitore decorato a impressione; ciotola decorata a graffito; parete di grande contenitore decorato a impressione; applicazione plastica di protome antropomorfa su orlo di vaso. - curatore
- A cura di dott.ssa Anna Zingarello Pasanisi
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