Masseria Cuturi
- Titolo
- Masseria Cuturi
- Copertura territoriale
- Manduria
- Origine
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R. G. Coco, Manduria, Tra Taranto e Capo d’Otranto, 2009
AA.VV., Il sito antico de Li Castelli presso Manduria (Taranto). Gli scavi, i risultati, le prospettive, a cura di L. Lepore, 2000. - Descrizione
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Masseria Cuturi nasce nel 1881 con la famiglia Schiavoni Tafuri, la proprietà si estende su 270 ettari e comprende al suo interno una parte del Bosco Li Cuturi, piantato da Federico II di Svevia nel 1100, una zona archelogica Messapica e un piccolo promontorio conosciuto come Il Monte dei Diavoli che sovrasta la proprietà.
Il toponimo è attribuito ad una porzione di terreno nel quale ci sono uliveti e vigneti, molti pascoli e una lecceta, originariamente detta Felline e compare già in atti notarili nel 1507. La Masseria ceduta a censo a Ponte di Donno il 10 aprile del 1560. Nel 1625 passò a Matteo del Prete.
Nel 700 Michele Imperiali comprò tutta la zona, in precedenza suddivisa. Dopo la morte dell’ultimo principe la proprietà amministrativa passò nelle mani dell’amministrazione regia. Una parte riscattata dai Monaci di Aversa, Masseria, cappella e parte dei terreni e la casa del massaro.
Dopo la confisca napoleonica, una parte fu acquistata dagli Schiavoni, proprietà rimasta quasi intatta per secoli, finché pochi anni fa gli eredi hanno venduto la gran parte dei terreni e la masseria stessa.
A questa famiglia è legato l’origine del Vino Primivo di Manduria, infatti, nel 1881 Tommaso Schiavoni Tafuri sposò la contessa Sabini, di Altamura. La nobildonna portò in dote le “barbatelle” di Primitivo (la “barbatella” è una talea di vite innestata), che furono piantate a “Cuturi” nella fertile Conca D’Oro. Ed è qui che nacquero i primi alberelli di Primitivo, il cui vino risultò più alcolico e corposo di altri vini pugliesi, un vero nettare degli Dei. Il nome Primitivo gli venne riconosciuto dalla precocità di maturazione di questa varietà rispetto alle altre.
Cave, sepolcreto di età ellenistica secondo Arcangelo Alessio, e tombe scarse caratterizzano la zona.
I muri di pietra che delineano il bosco alzati riutilizzando i resti dell’antico centro abitato.
La notte precedente alla processione di San Pietro da questo bosco di tagliavano le “stanghe”, veri e propri tirsi, bastoni. - curatore
- A cura di dott.ssa Anna Zingarello Pasanisi
Contenuto: Masseria Cuturi
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