Masseria e jazzo Maserinò
- Titolo
- Masseria e jazzo Maserinò
- Copertura territoriale
- Manduria
- Origine
- C.R.S.E.C, Emergenze e problemi archeologici. Manduria - Taranto - Heraclea, Contributi di E. Lippolis - L. Giardino - R. Scionti e P. Tarentini, 1990.
- Descrizione
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Sepolcreto messapico, insediamento rupestre
Le cave hanno tagliato parte di una vasta necropoli, testimoniata dalla presenza di numerose tombe profanate, particolarmente frequenti nelle aree risparmiate poste a Nord e ad Est della cava limitrofa a Masseria Maserinò. Le sepolture sono del tipo a fossa semplice, scavata nella roccia. Su alcuni speroni di roccia risparmiati dalla cava compaiono 12 grandi sepolture scavate nel
banco roccioso, tipologicamente costituite da fossa e controfossa.
L'opera devastatrice dei clandestini risulta ancora oggi particolarmente intensa e sistematica. Accanto alle numerosissime tombe profanate, compaiono spesso avanzi ossei e ridottissimi frammenti vascolari appartenenti all'originario corredo funebre costituito da vasi acromi e a vernice nera. La documentazione archeologica sinora recuperata pur non essendo sufficiente per inquadramenti cronologici precisi, consente comunque una generica datazione del sepolcreto tra il V ed il IV -III sec. a.C.
All'interno dello lazzo Maserinò, sul margine Ovest dell'area cavata, vi era fino agli anni ‘90 un insediamento in grotta. L'impianto si presentava formato da quattro grotte; delle tre affiancate, due erano intercomunicanti e sì affacciavano su uno spiazzo, al quale si accede per due carreggiate ancora visibili, con solchi carrai profondi cm. 25.
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