Torre Borraco
- Titolo
- Torre Borraco
- Copertura territoriale
- Manduria
- Origine
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G. Lunardi e B. Tragni, San Pietro in Bevagna nella storia e nella tradizione, 2004
A. P. Coco, Il Santuario di S. Pietro in Bevagna dipendente dal monastero dei PP. Benedettini d'Aversa: appunti storico-critici con documenti inediti, Taranto 1915
P. Coco, Porti, Castelli e Torri Salentine, Roma 1930V. Musardo Talò (a cura di), San Pietro in Bevagna, un bene culturale da salvare, Manduria 2011
R. Jurlaro, S. Pietro in Bevagna (Taranto). Il sacello e la chiesa altomedievale nel quadro dell'architettura salentina, in «Studi in memoria di P. Adiuto Putignani», Bari 1975
N. Morrone, Per gioco III, Manduria 2016;
L. Tarentini, Manduria sacra, ovvero storia di tutte le chiese e cappelle distrutte ed esistenti, dei monasteri e congregazioni laicali, dalla loro fondazione fino al presente, Manduria 1899, rist. anast. Manduria 1999
P. Brunetti, Manduria: tra storia e leggenda, dalle origini ai giorni nostri, Manduria 2007.
C.R.S.E.C, Emergenze e problemi archeologici. Manduria - Taranto - Heraclea, Contributi di E. Lippolis - L. Giardino - R. Scionti e P. Tarentini, 1990.
B. Fedele, Insediamenti Neolitici a sud-est di Taranto, in Archivio Storico Pugliese XXV, 1972.
M. A. Gorgoglione. Note preliminare sull’insediamento neolitico di Torre Borraco, in Studi in memoria di P. Adiuto Putignani, Bari 1975.
Corrado-E. IngravaIlo, L 'insediamento di masseria Le Fiatte (Manduria) nel popolamento neolitico del nord-ovest del Salento, in Studi di Antichità Università di Lecce, 5, 1988 - Descrizione
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La località è caratterizzata dalla presenza di una torre costiera che si colloca su un leggero pianoro a 100 metri dal mare ed è attraversata dal fiumiciattolo omonimo, che sfocia a breve distanza ad Ovest della torre. Il Fedele, in una pubblicazione del 1972, ubica in zona tre aree con impianti capannicoli. Ricognizioni di superficie successive hanno consentito l'individuazione, ad Est della torre, di alcuni frammenti di lama a sezione triangolare in ossidiana e una scheggia di osso lavorata. Furono inoltre individuate tracce di un probabile impianto capannicolo. Saggi di scavo, effettuati dalla dott.ssa Gorgoglione, hanno confermato le presenze di ceramica impressa, incisa e graffita, ceramica dipinta a bande rosse, nonché reperti di cultura Serra D'Alto e Diana. Ciò dimostra il protrarsi della frequentazione dell'area in una fase neolitica tarda. Durante lo scavo sono stati individuati parte di un fossato, resti di intonaco di capanna, numerosi avanzi di molluschi marini e terrestri, frammenti di selce e ossidiana, nonché strumenti ossei costituiti da punteruoli, punte triangolari e frammenti di spatola.
Anche Corrado ed Ingravallo segnalano la presenza in zona di una continuità, di vita, ma sino all'età del bronzo, confermata da recenti ricognizioni di superficie. Il Fedele, inoltre, afferma di aver rinvenuto cocci di ceramica ellenistica e romana e cita la presenza di costruzioni medievali rimaste incastonate nel tessuto urbanistico di moderne costruzioni balneari, ma non fornisce ulteriori notizie.
L'antica torre antisaracena fu edificata intorno al 1560-1570 e, più precisamente, nel suffeudo "Comunale", detto pure "Concordato".
Lasciata abbandonata alle intemperie per molti secoli, la torre nel 2011 è stata sottoposta a un restauro completo e alla costruzione ex novo di una scala. La torre è stata riportata al suo stato originale.
Come la maggior parte delle torri di questo periodo si presenta con un impianto piuttosto semplice, ma massiccio.
Curiosità. Nella Sala I, alla vetrina n. 4 del MarTa, sono esposti alcuni oggetti rinvenuti a Torre Borraco nel 1968 e datati al 6000-5300 a.C.: Protome applicata su orlo di grande contenitore.
Contenuto: Torre Borraco
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