Vetrata artistica in Chiesa Madre
- Titolo
- Vetrata artistica in Chiesa Madre
- Copertura territoriale
- Fragagnano
- Origine
- https://www.facebook.com/FragagnanoNelCuore
- Descrizione
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Vetrata artistica in vetro cattedrale fusa a piombo, ubicata nella Chiesa Matrice " Ss. Maria Immacolata ", edificata nel 1774 a Fragagnano (Ta)
La presente è una delle vetrate artistiche a forma di "campana", presente sull'asse simmetrico del braccio trasversale in corrispondenza della cappella votiva del 1821, dedicata a Sant'Antonio di Padova, santo patrono di Fragagnano. La linea perimetrale è una sorta di "campana", figura ottenuta da tre cerchi con raggio e origine differenti, posti uno sull'angolo superiore e gli altri due su quelli inferiori con un raccordo laterale. La figura nata, rappresenta una tipica forma architettonica del barocco pugliese. Sull'intera figura è posto un traforo a piombo, atto a sigillare le formelle del vetro cattedrale policromo. La vetrata istoriata si sviluppa aa partire dal nucleo centrale di essa. La forma ellittica e la gamma cromatica disponibile, ha permesso ai mastri vetrai dell'epoca, di creare un'opera d'arte sacra raffigurando, sotto forma di icona - vetrata, passi delle Sacre Scritture. La vetrata laterale come il rosone centrale, aperta sulla fronte della chiesa, richiama un elemento decorativo, risultante dalla composizione ellittica che segue la silouette di una campana.
Gli archetipi del rosone o delle arcate nell'architettura religiosa sono gli “occhi” delle basiliche, ad incominciare da quelle romane del V-VI secolo. Il rosone ebbe una prima diffusione nella seconda metà del XII secolo in tutta l'Italia Settentrionale. Parallelamente a questo sviluppo nell'Italia Settentrionale si assistette ad una fioritura di rosoni anche in Puglia fin dal XII secolo. Nelle sue campiture, che possono essere a forma di raggio o a forma di stella e di altre figure geometriche, compaiono raffigurati nel vetro decorazioni ricche di simboli.
Secondo la simbologia cristiana, sui rosoni e sui vetri cattedrale, al centro di essi vi si poneva la figura di Cristo. Spesso accadeva nelle chiese medievali ( romaniche e gotiche), proseguendo anche per quelle barocche, si trova la figura di Cristo, la quale sta ad indicare il ruolo determinante del Salvatore al centro del progetto escatologico divino. Il rosone indicava anche, nelle chiese di architettura romanica, la ruota della Fortuna. Va inoltre ricordato che nel Medioevo dominava il teocentrismo (Dio al centro di ogni cosa).
È lui il centro della storia della salvezza, il centro del fluire del tempo degli uomini. Talvolta all'esterno di alcuni rosoni sono collocate delle figure umane: un richiamo all'inconsistenza, alla precarietà delle cose profane. Altre volte si trovano i simboli degli evangelisti (il tetramorfo) per richiamare che dal centro-Cristo promana la parola della salvezza che si diffonde in tutto il mondo. Per la delicatezza aerea degli elementi portanti, la realizzazione del rosone comportava una straordinaria abilità tecnica e maestri vetrai, scultori e scalpellini collaboravano insieme per la sua realizzazione. Di solito il rosone più importante era collocato sulla facciata d’ingresso della cattedrale, sopra il portale, mentre altri si trovavano nelle facciate laterali dei transetti. In una chiesa buia, la funzione del rosone o delle vetrate laterali, era comunque, quella di invitare alla contemplazione e alla preghiera.
Nella presente vetrata vi sono più elementi tratti dai passi più significativi delle Sacra Scritture.
A primo acchito, dall'esame di questa vetrata, è facile scorgere al primo livello inferiore, il “GIGLIO” il cui significato, secondo la Traditio Catholica Romana è accostabile alla purezza di Cristo. I tre petali del giglio vennero anche ritenuti simbolici delle tre virtù: fede, speranza e carità e quindi allusivi alla Sacra Trinità. Simbolo della Passione di Cristo sulla croce e della Santa Rinascita nella primavera della Pasqua cristiana, il giglio fu considerato candido quanto era puro il Salvatore e simile alla tromba dell’Angelo Gabriele che gioioso annuncia la Resurrezione per la sua forma a cono. Successivamente vi è il trigramma JHS, spesso stilizzato con una croce nella H, è il "nomen sacrum" che fin dal Medioevo ha un uso amplissimo nell'arte figurativa della Chiesa cattolica come Cristogramma.
Esso indica il nome ΙΗΣΟΥΣ, cioè " Iesous ", Gesù, in lingua greca antica in caratteri maiuscoli. La sigma (la S finale), inoltre, era spesso scritta nella forma di sigma lunata o uncinata, da come si può notare anche nella medesima vetrata. Gli stessi San Bernardino da Siena, e San Vincenzo Ferrer, diffusori del monogramma, sono anche coloro che forniscono anche un altro significato: J = Jesus, H = Hominum, S = Salvator.
Sulla croce è posto anche il SOLE NASCENTE, chiaro segno distintivo della resurrezione di Gesù Cristo dalla morte, nonché Dio Supremo. Le tre STELLE sono simbolo di grandezza ineffabile del Creatore e nel cielo notturno diventano un richiamo alla anime create. Le tre stelle che compaiono quasi al centro della vetrata, sono un antico simbolo siriaco di verginità. Esse hanno due significati: il primo è un simbolo della castità di Gesù e Maria (prima e dopo il parto); in secondo luogo, è il simbolo della Santa Trinità. In molte icone la figura di Gesù bambino copre una delle stelle, simboleggiando l’incarnazione del Figlio di Dio, seconda hypostasis della Santa Trinità. Al culmine della vetrata, infine, vi sono due NUBI che, secondo la simbologia cristiana, richiamano il trono dell'Altissimo, posto su colonne di nuvole.
La Bibbia indica che l'acqua è il simbolo delle moltitudini dell'umanità caduta. Che cosa sono le nubi? Sono acqua evaporata. L'acqua è spesso impura, sporca, con molti elementi estranei. Ma quando evapora e forma le nuvole, lascia dietro d sé le impurità. Così, le persone che sono purificate dalle "acque" dell'umanità, sono simboleggiate dalle nubi del cielo. Cristo verrà fra queste persone preparate, il popolo di Dio. Verrà dunque fra i cristiani consacrati, rinati, fra quelli che si sono innalzati e purificati dal peccato. Essi formeranno la fondazione del Regno di Dio quando il Cristo tornerà sulla terra. Questo è il vero significato delle nubi del cielo.
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