LA VITA IN CAMPAGNA: L'UVA
- Titolo
- LA VITA IN CAMPAGNA: L'UVA
- Copertura territoriale
- tutti i centri del GAL tdp
- Descrizione
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Nel Salento la vendemmia non era solo lavoro: era un vero e proprio rito contadino, un evento collettivo che racchiudeva le fatiche, le speranze e i frutti di un intero anno. Settembre, con il suo profumo di mosto, segnava il momento della raccolta tra i filari, quando il cerchio si chiudeva tra le potature invernali e la gioia di vedere l’uva trasformarsi in vino
La vigna richiedeva due grandi impegni nel corso dell’anno: la manutenzione, distribuita su lunghi periodi, e la potatura e vendemmia, concentrate in due settimane o poco più, a seconda della varietà di uva. I contadini si alzavano all’alba, arrivavano nei filari alle 5 del mattino, spesso accompagnati da tutta la famiglia. Il lavoro era spartito con precisione: le donne e i bambini raccoglievano i grappoli maturi, spesso intonando canti antichi tramandati dai nonni, mentre gli uomini, detti cuf’naturi, trasportavano i pesanti cesti colmi e svuotavano i secchi.
Gli attrezzi di lavoro erano semplici ma funzionali: le tine di legno (tineddhre) portate a spalla, e le cofane, grandi contenitori intrecciati di giunchi e canne, che potevano contenere fino a 50 chili d’uva. Il prodotto veniva caricato su lu traìnu, il carro agricolo trainato da muli o buoi, che conduceva i grappoli nei palmenti (o palimienti), antichi locali in pietra dove si svolgevano le fasi della pigiatura e torchiatura.
La pigiatura era un momento quasi teatrale: l’uva veniva schiacciata con i piedi in grandi vasche di pietra, seguendo un movimento ritmico che ricordava una danza, quasi una tarantella, eseguita dal palmentaro. Le vasche si riempivano del dolce mosto, mentre intorno si levavano sciami di moscerini attratti dall’aroma intenso.
Il mosto veniva lasciato a fermentare per circa 24 ore, poi colava in pozzi adiacenti e veniva raccolto in barili di legno. Le raspe – le bucce e i resti dell’uva – venivano poi inserite nel torchio a vite, da cui si estraeva ancora del prezioso liquido da unire al resto.
La vendemmia poteva proseguire fino a ottobre inoltrato, ma il vero raccolto non era solo il vino: era la memoria di un gesto collettivo, la trasmissione di saperi antichi, la condivisione della fatica e della festa.
- Collezione
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La vita in campagna
Parte di LA VITA IN CAMPAGNA: L'UVA

