Cria Traditor
- Titolo
- Cria Traditor
- Copertura territoriale
- Manduria - San Pietro in Bevagna
- Origine
- A. Zingarello Pasanisi, G. P. Dimagli, San Pancrazio Salentino, porta del Salento
- Descrizione
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La notte del 1° gennaio 1547 sta per compiersi un assalto saraceno alla
città di Avetrana. Sopraggiunti con cinque imbarcazioni, circa cento Turchi sbarcano ne la vicina marina di Torre Colimena. Li guida un uomo del posto, tal Cria: ha scelto di tradire il suo popolo, consegnandolo al saccheggio ottomano. Il manipolo prende il castello di Avetrana e sta per entrare in città. Ma, come spesso accade, il destino cambia i piani degli
uomini. Quella notte Avetrana non dorme: i suoi abitanti festeggiano sino all’alba e i suoni dei tamburelli vengono scambiati dagli invasori per i tamburi battenti di un esercito. Allora Cria, temendo che i Turchi. lo ritengano artefice di un’imboscata, sposta il sanguinoso obiettivo di pochi
chilometri più a nord, cogliendo nel sonno l’estranea San Pancrazio, che
già aveva conosciuto la scimitarra nel 1480. Moltissimi saranno i morti e i
deportati, ingenti le razzie e le distruzioni.
La cronaca pittorica nella chiesa di Sant’Antonio richiama quella letteraria di Girolamo Marciano, scritta pochi decenni dopo i fatti. Il dipinto procede attraverso un’impressionante sequenza di immagini disposte in senso orario, che si chiude con la raffigurazione della cruenta vendetta perpetrata nei confronti del traditore.
- Collezione
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Folklore, riti e leggende
Contenuto: Cria Traditor
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