ARCHITETTURE RURALI: MASSERIA CUTURI
- Titolo
- ARCHITETTURE RURALI: MASSERIA CUTURI
- Copertura territoriale
- MANDURIA
- Origine
- fonte https://masseriacuturi.com/cantina/storia/
- Descrizione
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Il toponimo risale probabilmente al XVI secolo, ma fu con l’arrivo della famiglia Imperiali che l’area conobbe un significativo sviluppo e valorizzazione. Parte delle terre veniva amministrata anche dal Capitolo di Oria, come già documentato nelle schede relative alle aree boschive della zona.
Successivamente, la masseria passò alla famiglia Schiavone, i cui discendenti ne detengono ancora oggi una parte del possedimento agricolo, mentre la restante proprietà è in mano a una famiglia originaria del Nord Italia.
Nel 1881, Tommaso Schiavoni Tafuri, facoltoso proprietario terriero di Manduria, sposò la contessa Sabini di Altamura. La nobildonna portò in dote le preziose barbatelle di Primitivo — talee di vite innestate — che furono piantate nella zona di Cuturi, nel cuore della fertile Conca d’Oro.
Da quelle prime viti nacquero gli alberelli di Primitivo, che produssero un vino dal profilo alcolico e corposo, così ricco da essere definito “nettare degli Dei”. Il nome Primitivo fu scelto per la precocità della maturazione di questa varietà rispetto ad altre uve, divenendo oggi uno dei fiori all’occhiello dell’enologia pugliese.
In foto, una mappa storica della masseria risalente indicativamente alla metà del XIX secolo.
- Collezione
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Manduria
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