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Titolo
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AREE NATURALISTICHE: CONTRADA LAURITO
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Copertura territoriale
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ORIA
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Descrizione
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L’unicità del paesaggio oritano è attestata dai maggiori studiosi e ricercatori, che hanno prodotto numerosi scritti e pubblicazioni in generale che descrivono attentamente gli aspetti geomorfologici e naturalistici.
Un’area importante si trova ad ovest dell’agro di Oria, ovvero, Contrada Laurito e zone limitrofe che con un’estensione di circa 15km², costituisce una sorta di culla storica non solo di Oria ma di tutto il territorio. La specificità del luogo è data dalla presenza di più dune fossili che si estendono in direzione est e il cui primo strato è soprattutto sabbioso, indice di un ambiente marino presente fino a circa un milione di anni fa. I successivi cambiamenti geomorfologici determinarono poi l’assetto e il paesaggio attuale, che possiamo circoscrivere in tre diversi ambienti: antico querceto, il complesso grottifero, la lama di Sant’Anna. Non è un caso che in questa si insediano antichi villaggi e che in seguito l’ area è interessata dal passaggio dell’antico tratturo martinese e la via Appia.
La Masseria Laurito sorge in questa contrada, qui foto dal catasto del 1756.
I cittadini oritani sono legati a questo luogo. Fino a pochi anni fa, il querceto era aperto al pubblico. Ricordiamo le passeggiate, le pasquette e i giorni passati a raccogliere i funghi che il bosco donava.
Ecco una testimonianza di “Tonino lu neru”, soprannome di Antonio Calò (lu neru, ossia il nero, perché il colore della pella era molto scuro in quanto Antonio lavorava in campagna tutti i giorni).
“A Laurito nui scìumu li tumenichi cu tutta la famiglia, soprattuttu a ottobbri. Ni purtaumu li coppi cu nu bottiglioni di acqua e unu ti mieru: l’acqua sirvia pi mettiri a mueddhu li frisuni, lu mieru cu mbiviumu e poi ni curcaumu. Mugghierima priparava li frisuni iu sci cugghia li fungi cu figghiuma, staunu quattri tipi ti fungi ca cugghiumu: li amarieddhi, li minetuli, li porcinelli e li rositi, ca erunu quiddhi ca divintaunu vierdi mentre li minetuli taunu problemi intestinali (in realtà Tonino ha usato un termine diverso che non scriviamo). Quannu poi mugghierima ni chiamava, nui turnaumu e mangiaumu li frisuni cu li pummitori e lu mieru. Poi ni curcaumu a Lauritu stessu, cioè puertaumu sdraii e seggi. Alli 5 turnaumu a casa.”
“A Laurito noi andavamo le domeniche con tutta la famiglia, soprattutto a Ottobre. Portavamo dei contenitori, una damigiana di acqua e una di vino: l’acqua serviva per bagnare le frise e il vino per berlo per poi andare a dormire. Mia moglie preparava le frise e io andavo a raccogliere i funghi con mio figlio, c’erano quattro tipi di funghi che raccoglievamo: amarieddhi (lactarius tesquorum), minetuli (suillus), porcinelli (leccinum lepidum), rosite (lactarius delicius) cioè quelli che diventavano verdi mentre le minetuli davano problemi gastrointestinali. Quando mia moglie poi ci chiamava, noi tornavamo e mangiavamo le frise con i pomodori e il vino. Poi andavamo a riposare sempre a Laurito, cioè portavamo sdraie e sedie. Alle 17:00 tornavamo a casa”.