ARCHITETTURE RURALI: CHIESA DI GALLANA
- Titolo
- ARCHITETTURE RURALI: CHIESA DI GALLANA
- Copertura territoriale
- ORIA
- Descrizione
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Si trova sul tracciato dell’Appia, edificata nel V-VI sec su un precedente insediamento romano intitolato alla "gens gerellana", da cui il nome Gallana. Nel corso del tempo ha subito varie modifiche strutturali fino alla conformazione odierna a due navate. L’interno era totalmente affrescato, rimangono però solo alcune parti dei diversi cicli pittorici che un tempo ricoprivano le pareti della chiesa.
Alla chiesa è legata la festa omonima, si festeggia il 15 Agosto da circa 150 anni. La festa prettamente di contrada, è un modo per salutare l’estate ma è associata alla Dormitio Virginis (per gli orientali) e all’assunzione di Maria per i latini.
Alla festa è associato un pellegrinaggio verso la chiesa, un po’ per emulare gli antichi pellegrinaggi verso l’importantissimo luogo, ma soprattutto nel Meridione, gli anziani sono i custodi dell’antica prece intitolata “Li Cientu Cruci” (Le Cento Croci), una formula dialettale ripetuta dall’orante per cento volte, accompagnata dal segno della croce e alternata da cento “Ave Maria”.
Pensa, anima mia, ca ama muriri;
alla Valle ti Gesu fàttu ama sciri
e lu nimìcu ‘nnanti ni voli assìri.
Fèrmiti, nimìcu mia!
No mi tentàri e no mi ‘ttirrire,
ca centu cruci fici ‘n vita mia
lu giurnu ti la Ergine Maria.
iu mi li fici, iu mi li scrissi,
parti ti l’anima mia te non avisti.
Pensa, anima mia, che dovremo morire! / Nella Valle di Giòsafat dovremo andare / e il nemico (il demonio) cercherà di venirci incontro. / Fermati, nemico mio! / Non mi tentare e non mi atterrire, / perché feci cento segni di croce (e qui ci si segna) durante la mia vita / nel giorno dedicato alla Vergine Maria. / Mi segnai, ascrivendo ciò a mio merito, / e tu non avesti potere sulla mia anima.
- Collezione
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Oria



