Pestare i gherigli di noce fino a ottenere una pasta omogenea, da emulsionare con olio, sale e pepe. Le orecchiette, una volta cotte, vengono condite con questa salsa cremosa.
Lo sformato di verdure è un piatto semplice, leggero e povero di grassi, perfetto per chi cerca un’alternativa sana ma gustosa. Non prevede l’uso di uova o besciamella per compattare gli ingredienti: bastano le vostre verdure e formaggi preferiti, sistemati a strati in uno stampo o in una teglia.
Potete prepararlo con ortaggi diversi a seconda della stagione, così da variare i sapori e scoprire nuovi abbinamenti ogni volta. È un’ottima soluzione svuota-frigo, ideale sia come contorno che come piatto unico.
Le orecchiette, pasta fresca a forma di piccole orecchie, sono il formato pugliese per eccellenza. La versione al ragù di braciole (involtini di carne cotti lentamente nel sugo) è il piatto tipico della domenica.
Piatto preparato esclusivamente per la festa di San Giuseppe. I maccheroni vengono conditi con miele e mollica di pane fritta, che funge da sostituto del formaggio.
Il cavolfiore, ricco di vitamina C e con proprietà benefiche, è il decimo piatto del "Rito dei Santi" per San Giuseppe. Può essere lessato e condito con olio e pepe, oppure fritto in pastella ("pittule").
Un piatto povero ma ricchissimo di sapore, simbolo della cucina popolare del Sud. I ceci e i fagioli vengono cotti lentamente fino a diventare cremosi, conditi semplicemente con olio extravergine d'oliva e aromi. A completare il piatto, il baccalà fritto: dorato e croccante fuori, morbido e saporito all’interno. L’incontro tra la delicatezza dei legumi e la sapidità del pesce crea un equilibrio perfetto, genuino e autentico, come vuole la tradizione contadina e marinara.
Zuppa contadina energetica, un tempo consumata come colazione prima del lavoro nei campi. È un piatto di recupero a base di pane raffermo, verdure avanzate (rape, cicorie, cavoli) e legumi, il tutto insaporito da un soffritto di aglio, cipolla, peperoncino e abbondante olio.
Questi piccoli amuleti vengono creati per allontanare il maltempo che potrebbe compromettere i raccolti. Sono realizzati con pasta semplice, non lievitata, sapientemente annodata e modellata a forma di un piccolo uccello. I dettagli che li caratterizzano includono due acini di pepe come occhi e un filo rosso a segnare il becco. Dopo essere stati benedetti insieme alle mattre, vengono donati a parenti e amici. Secondo la tradizione, quando si avvicina un temporale, devono essere spezzati in quattro e i pezzi lanciati verso i quattro punti cardinali, con l'intento di placare il maltempo.
Tagliatelle di sola farina e acqua, tipiche delle famiglie povere. La pasta viene preparata mesi prima della festa, fatta essiccare al sole e condita semplicemente con prezzemolo, pepe e olio. Una credenza popolare vuole che l'olio aumenti miracolosamente durante il condimento per mano del Santo.
Piatto iconico del Salento, tipico della festa di San Giuseppe. È una zuppa di ceci accompagnata da una pasta fresca ("tria"), preparata con farina di grano duro e acqua, che viene in parte lessata e in parte fritta per un contrasto di consistenze. Il condimento include pomodorini, cipolla, prezzemolo e alloro.
Piatto tipico della cucina rurale, i zanguni sono erbe spontanee raccolte nei campi, dal sapore deciso e leggermente amarognolo. In questa ricetta, vengono stufati lentamente insieme a pancetta di maiale, aglio, peperoncino e vino rosso, in un fondo ricco di sapori. Una minestra rustica e sostanziosa, perfetta per scaldare le giornate più fredde, che racchiude tutto il gusto autentico della tradizione contadina.
Piatto di antiche origini, tipico di Gallipoli. Pesce di piccole dimensioni viene fritto e poi marinato per lungo tempo in "calette" (tinozze di legno) tra strati di mollica di pane imbevuta di aceto e zafferano, che conferisce il caratteristico colore giallo.
I capperi sono i boccioli floreali della pianta Capparis spinosa, un arbusto che cresce in zone a clima mediterraneo. Sono un ingrediente molto utilizzato nella cucina italiana, soprattutto nelle regioni del sud. La pianta è una perenne con foglie rotonde e fiori bianchi o rosati.
Bulbo dal sapore amarognolo, ricco di sali minerali e con proprietà antinfiammatorie. Prima della cottura, i lampascioni devono essere trattati a lungo con acqua, sale e aceto per smorzare l'amaro. Solitamente vengono serviti lessati e conditi con olio e pepe.
Piatto diffuso in tutta Italia con numerose varianti regionali. La ricetta prevede di svuotare le melanzane e farcirle con un ripieno che può variare (carne, pane, formaggio, uova), per poi cuocerle in forno o in tegame.
I peperoni "friggitelli" sono piccoli peperoni verdi dal sapore dolce.
Preparazione: Lavare e asciugare i friggitelli, friggerli in abbondante olio e scolarli. A parte, in un soffritto di olio e aglio, cuocere pomodorini a fette e peperoncino. Unire i peperoni al sugo e lasciar insaporire con basilico.
Cuocere le fave secche e aperte in acqua salata per 10 minuti insieme a una patata intera sbucciata. Scolare bene le fave, passarle in forno a seccare per 5 minuti, e infine friggerle in abbondante olio extravergine d'oliva. Servire fredde dopo averle salate.
Purea di fave servita con pane raffermo spezzettato al suo interno per non sprecarlo. Per rendere il piatto più ricco, il pane veniva fritto nell'olio.
"Fai e Pipaluri" è un piatto emblematico della cucina contadina salentina, che celebra l'unione tra la terra e l'orto. La base della ricetta è la tradizionale e cremosa purea di fave secche, un caposaldo dell'alimentazione pugliese, apprezzata per la sua consistenza vellutata e il suo sapore dolce e terroso.
A questa purea si abbinano i peperoni, solitamente della varietà dolce e piccola (friggitelli) o i classici peperoni gialli e rossi dell'estate. Questi vengono cotti lentamente in padella ("sfritti"), spesso con l'aggiunta di pomodoro fresco, cipolla e un filo d'olio extravergine d'oliva, fino a diventare teneri e saporiti.
Il risultato è un contrasto armonioso di sapori e consistenze: la morbidezza avvolgente della purea di fave si sposa magnificamente con il gusto agrodolce e la carnosità dei peperoni. Nato come piatto unico, nutriente e sostanzioso, da accompagnare con pane casereccio, oggi è apprezzato anche come contorno ricco o come antipasto rustico.
Le fave sono i semi contenuti in baccelli, tipici della stagione primaverile-estiva. Nella tradizione, venivano sgusciate battendole su una lastra di pietra ("chianca") con un ciottolo di fiume. Le fave sgusciate ("fai muzzicati") erano conservate in terracotta. Consumate fresche o secche, queste ultime richiedono ammollo e sono la base per puree e zuppe.
Piatto della tradizione contadina salentina, basato sul riciclo del pane raffermo. Si prepara un impasto con pane ammollato in acqua, uova, prezzemolo, sale e pepe. Si formano delle polpette e si friggono in olio bollente.
Tipico piatto domenicale. Si prepara un impasto con carne macinata (o patate lesse), uova, formaggio grattugiato, pangrattato e sale. Si formano delle palline e si friggono in olio caldo.