(Malva sylvestris), è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Malvaceae.
DESCRIZIONE: La pianta ha un fusto eretto e ramificato, che può crescere fino a un metro di altezza. Le foglie sono lobate e dentellate, con una consistenza pelosa. I fiori sono di colore rosa-porpora, con petali di forma ovale, disposti a coppa intorno al centro del fiore. La fioritura avviene tra maggio e settembre.
DISTRIBUZIONE: È originaria dell'Europa e dell'Asia occidentale, ma è stata introdotta in altre parti del mondo come pianta ornamentale.
CURIOSITÀ: La malva selvatica ha proprietà medicinali ed è stata usata tradizionalmente per il trattamento di diverse malattie. Le foglie e i fiori contengono mucillagini, sostanze che hanno proprietà emollienti e antinfiammatorie.
La pianta viene utilizzata per alleviare sintomi come tosse, mal di gola, bronchiti, infiammazioni del tratto gastrointestinale e della pelle. In cucina, le foglie giovani della malva selvatica possono essere consumate crude in insalata, mentre le foglie mature possono essere cotte come spinaci. Inoltre, i fiori sono commestibili e possono essere usati per decorare insalate o dolci.
Il Myrtus communis è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Myrtaceae.
DESCRIZIONE: il mirto può raggiungere un'altezza di circa tre metri e ha foglie ovali e coriacee di colore verde scuro. I fiori, di colore bianco o rosa, hanno petali allungati e stami prominenti. Il frutto del mirto è una bacca globosa, di colore nero o viola scuro, contenente numerose piccole sementi.
DISTRIBUZIONE: è originario del Mediterraneo e della regione del Mar Nero.
CURIOSITÀ: Il mirto ha una lunga storia di utilizzi tradizionali in campo medico e culinario. Tra i suoi principali usi e proprietà troviamo:
- Olio essenziale di mirto, ottenuto dalle foglie e dai rami del mirto viene utilizzato in aromaterapia per le sue proprietà antinfiammatorie, espettoranti e antispasmodiche. Inoltre, l'olio essenziale di mirto viene utilizzato in campo cosmetico per la produzione di profumi e saponi.
- Usi gastronomici: le bacche del mirto sono utilizzate per la produzione di liquori, mentre le foglie e i fiori vengono utilizzati come spezie in cucina, sia freschi che essiccati. Il sapore del mirto è fresco, leggermente dolce e aromatico.
- Proprietà medicinali: il mirto ha proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e antimicrobiche. Viene utilizzato tradizionalmente per il trattamento di disturbi respiratori, come la tosse e il raffreddore. Inoltre, il mirto può avere proprietà antinfiammatorie e analgesiche per il trattamento di dolori muscolari e articolari.
(Pistacia lentiscus, L. 1753) è un arbusto sempreverde della famiglia delle Anacardiaceae
DESCRIZIONE: Portamento cespuglioso, raramente arboreo, in genere fino a 3-4 metri d'altezza. Chioma: generalmente densa per la fitta ramificazione. L'intera pianta emana un forte odore resinoso.
Corteccia: grigio cinerina; legno di colore roseo.
Foglie: alterne, paripennate, composte da 6-10 foglioline. L'intera foglia è glabra.
Fiori: femminili e maschili (specie dioica), separati su piante differenti. Piccoli, rossastri, raccolti in infiorescenze a pannocchia di forma cilindrica.
Frutto: è una piccola drupa di colore rosso, tendente al nero nel corso della maturazione. La fioritura ha luogo in primavera, da aprile a maggio. I frutti rossi sono ben visibili in piena estate e in autunno e maturano in inverno.
DISTRIBUZIONE E HABITAT Diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo prevalentemente nelle regioni costiere, in pianura e in bassa collina. In genere non si spinge oltre i 400-600 metri. È una pianta ELIOFILA, TERMOFILA E XEROFILA, resiste bene a condizioni prolungate di aridità, mentre teme le gelate. Non ha particolari esigenze. Spesso in associazione con l'olivastro e il mirto. Grazie alla sua frugalità e ad una discreta resistenza agli incendi è piuttosto frequente nei pascoli cespugliati e nelle aree più degradate residue della macchia.
CURIOSITÀ: Resina di lentisco: il lentisco produce una resina aromatica, nota come mastice, che viene utilizzata in cosmetica per la produzione di profumi, saponi e dentifrici. Inoltre, la resina viene utilizzata come gomma da masticare per il suo sapore e per la sua capacità di purificare l'alito.
Olio essenziale di lentisco: l'olio essenziale ottenuto dai frutti del lentisco viene utilizzato in aromaterapia per le sue proprietà antinfiammatorie e analgesiche. Viene anche utilizzato per la produzione di profumi e cosmetici.
Usi gastronomici: le foglie del lentisco sono utilizzate come spezia in cucina, sia fresche che essiccate. La resina di lentisco viene utilizzata per aromatizzare dolci, liquori e prodotti da forno.
Proprietà medicinali: il lentisco ha proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Viene utilizzato tradizionalmente per il trattamento di disturbi gastrointestinali, come la dispepsia e la diarrea. Inoltre, la resina di lentisco può essere utilizzata per il trattamento di afte, gengiviti e altre infezioni del cavo orale.
Ha accompagnato la vita degli uomini da millenni come alimento, farmaco naturale, strumento di guarigione e purificazione, utensile. Una pianta dall’aroma inconfondibile che fa parte della vita quotidiana delle nostri genti. C’è chi ne usava le foglie per combattere la sudorazione dei piedi, chi con il legno rosa creava manufatti pregiati. Se scoppiava un incendio, le sue frasche servivano a spegnere le fiamme, perché non temevano il fuoco. L’olio di lentisco alimentava anche le lanterne che illuminavano le brevi notti dei nostri avi.
Noto anche come noce europeo, è un albero di dimensioni medie appartenente alla famiglia delle Juglandaceae.
DESCRIZIONE: Originario dell'Asia centrale e dell'Europa orientale, il noce europeo è stato introdotto in molte altre parti del mondo per la coltivazione del frutto e per il suo valore ornamentale.
L'albero del noce europeo può raggiungere un'altezza di 20-30 metri, con una chioma ampia e arrotondata. Le foglie sono grandi, composte e di colore verde scuro, mentre i frutti, noti come noci, sono di forma sferica e ricoperti da una dura buccia che contiene il gheriglio, ovvero la parte commestibile del frutto.
DISTRIBUZIONE: Il noce europeo cresce meglio in climi temperati e subtropicali, in suoli ben drenati e ricchi di sostanze nutrienti. È una pianta molto resistente e può sopravvivere anche in condizioni di siccità.
CURIOSITA: Le noci del noce europeo sono utilizzate in cucina per la preparazione di molti piatti dolci e salati, come dolci, torte, pane, insalate e piatti a base di carne. Sono anche un'ottima fonte di nutrienti, come proteine, grassi sani, vitamine e minerali.
Inoltre, il legno del noce europeo è molto pregiato e viene utilizzato per la produzione di mobili, pavimenti, strumenti musicali e oggetti d'arte. La corteccia e le foglie del noce europeo sono utilizzate in fitoterapia per le loro proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, mentre l'olio di noci è utilizzato in cosmetica per la sua azione nutriente e idratante sulla pelle e sui capelli.
Il giaggiolo paonazzo (Iris florentina L.) è una pianta della famiglia delle Iridaceae.
DESCRIZIONE: Pianta erbacea perenne , non si conosce la zona di origine dell'Iris germanica, in Italia viene coltivata a scopo ornamentale, ma che si è naturalizzata nel corso degli anni.
DISTRIBUZIONE: Fiorisce in aprile/maggio e si trova negli orti, giardini e pendii erbosi anche sassosi, predilige luoghi caldi e soleggiati fino a 1.200 m s.l.m.
CURIOSITA: Le radici essiccate, raccolte nel mese di agosto da piante di almeno 3 anni, hanno proprietà diuretiche, depurative, espettoranti, antifermentative e attivanti del sistema circolatorio. Le foglie ed il rizoma freschi sono tossici.
Nobile casalnovitano di origine ebrea. Come attesta il Librone Magno fu amministratore del feudo di Oria, giudice e sindaco di Casalnuovo.
Cognato di Alessandro Bonifacio ne ereditò tutti i beni a condizione di utilizzarli in beneficenza. In effetti il suo nome è legato in favore della chiesa madre, della chiesa della Misericordia, della Modonna dei Pozzi e del Monte di Pietà.
Curiosità. Il monastero delle Benedittine fu edificato sulla proprietà di Varrone e una lapide apposta al vecchio ospedale ne ricorda la figura.
Manduria,
Pittore
Fratello di Giovanni oscurerà totalmente la fama di Pietro. Mentre di Giovanni Stano continuano ad occuparsi gli studiosi, estendendo le ricerche al vasto ambito geografico in cui egli operò, del fratello Pietro, come sottolinea M. Guastella, non esiste fortuna critica alcuna. Egli non è neppure menzionato da A. Foscarini nella importante opera manoscritta “Arte e artisti in terra d’Otranto”, rassegna dei principali artisti salentini di ogni tempo, recentemente pubblicata da un noto editore leccese.
Il “corpus” pittorico di Pietro Stano, allo stato attuale delle ricerche, è costituito da: Immacolata e “San Gregorio Magno” in San Pietro in Bevagna, San Giuseppe col Bambino nella Chiesa di San Giuseppe a Manduria; quattro dipinti murali (il ciclo con i “Quattro Evangelisti” nella Chiesa di Sant’Anna a Carovigno); la decorazione parietale della chiesa di San Pietro in Bevagna e della chiesa di Sant’Anna a Carovigno (BR).
Verosimilmente, gran parte della produzione pittorica di Pietro Stano dovette essere di soggetto religioso, a differenza di quella del fratello maggiore Giovanni, che, nella sua lunga attività, fu chiamato a rappresentare vari temi e soggetti, compresi i ritratti, per i quali mostrò doti indiscutibili fin da giovanissimo.
Manduria, 1871-1945.
Pittore di notevole rilievo, fu esponente della scuola napoletana, allievo del Morelli e del Palizzi. Suo è il quadro di S. Tommaso che si trova sul l° altare laterale in cornu evangelii della chiesa dei Passionisti ed è ritenuto il suo capolavoro. Un altro suo dipinto, un Cuore di Gesù, si trova nella chiesa di S. Chiara; il Ritratto del notaio Nicola Doria si trovava nell'istituto Sacra Famiglia delle suore d'Ivrea, chiuso circa dieci anni fa; il Ritratto di Federico Schiavoni, con-servato nella biblioteca comunale; il Ritratto di Pietro Renna, conservato presso la famiglia Calò; il Ritratto di P. Paolino, passionista, conservato presso la famiglia Torcello; Santa Gemma Galgani, già nella chiesa dei Passionisti ma oggi non più rintracciabile.
Nel 2005 è stato pubblicato il volume Giovanni Stano e la sua opera, di A. Stano.
Manduria, 1877-1958.
Sacerdote, insigne grecista e latinista, conoscitore delle lingue orientali. Diresse il ginnasio di Manduria dal ’43 al 51. Compilò un Dizionario dei miti e leggende e costumi greco-romani.
Curiosità. Era noto come Papa Ninu.
Cardinale del ‘500.
Fu uno dei feudatari di Casalnuovo.
Curiosità. Governò la città nel 1571, prima che il feudo passasse alla famiglia degli Imperiali.
Vienna, 1918 – Manduria, 2004
Elisa (detta Lizzi) Springer nasce a Vienna in una famiglia ebrea di origine ungherese, figlia unica di Riccardo Springer e Sidonia Bauer. Elisa trascorse l'infanzia e l'adolescenza in una fervente Vienna ricca di stimoli culturali e artistici. Dopo l'arresto del padre, commerciante, della madre e di gran parte della sua grande famiglia, in conseguenza alle violente persecuzioni verso gli ebrei seguite all'annessione dell'Austria nel 1938, Elisa si rifugiò a Milano nel 1940. Qui intraprende l'attività di traduttrice privata. Tradita da una donna, spia fascista, viene arrestata nel 1944. Detenuta al carcere di Milano è deportata via Verona nel campo di concentramento di Auschwitz il 7 agosto 1944. Immatricolata con il n. A-24020, riesce a sopravvivere alle terribili condizioni di vita a Auschwitz e in altri campi di concentramento. A Bergen-Belsen conobbe personalmente Anna Frank. Trasferita infine a Theresienstadt, viene qui liberata il 5 maggio 1945.
Nel 1946 si trasferì definitivamente in Italia e trascorse il resto della vita a Manduria in provincia di Taranto con il marito Guglielmo Sammarco, dove è stata anche sepolta dopo la sua morte. Celata per lunghi anni la sua esperienza di deportazione, solo negli ultimi anni di vita, a memoria della sua sofferenza e degli orrori del nazifascismo nei confronti degli ebrei, scrisse un'autobiografia, Il silenzio dei vivi, edita da Marsilio editore (Venezia, 1997) grazie al fondamentale e prezioso aiuto dell'unico figlio Silvio.
Curiosità. Gli è stata intitolata una piazza di Manduria, nel Museo Civico c’è una teca a lei dedicata e la sua casa è diventata Casa della Memoria.
Canonico, detto Papa Izzu, fu fiero assertore del potere temporale del Papa, tanto che nel 1865 fu arrestato per aver istigato i cittadini contro la monarchia sabauda con la distribuzione di medaglie che portavano la scritta viva Pio IX papa e re. Quando fu istituita la seconda parrocchia di Manduria facente capo alla chiesa di S. Maria di Costantinopoli, don Gregorio fu nominato parroco e vi restò dal 1855 al 1884. A lui successe Leonardo Tarentini. Curiosità. Fondò insieme al Nicola Schiavoni Carissimo la biblioteca Marco Gatti nel 1898.
Manduria, 14 marzo 1818 – Manduria, 20 novembre 1904.
È stato un politico italiano, senatore del Regno d'Italia dalla XVI legislatura. Fallita l’insurrezione venne condannato a trentanni di carcere, come ricorda la lapide apposta al 1° piano dell’ex palazzo del municipio. Dopo il carcere fu trasferito in esilio.
Con l’unità nazionale fu eletto deputato nella VII e nell’ VV legislatura, ossia nel 1861 e nel 1882, aderendo allo schieramento della sinistra moderata. Fu eletto senatore del regno nel 1886.
Uomo di cultura, oltre che patriota.
Curiosità. Fondò insieme al canonico Gregorio Sergi la biblioteca Marco Gatti nel 1898. Il primo nucleo librario costituito dalla dotazione dei soppressi monasteri dei Domenicani, degli Agostiniani, degli scolopi, dei Serviti, dei Francescani e dei Cappuccini.
Curiosità. In Piazza Vittorio Emanuele II (Villa comunale) è presente un monumento che ritrae il suo busto realizzato da Tadolini. Un secondo busto si trova all’inizio della scalinata dell’ex palazzo comunale.
Curiosità. Il suo dipinto si trova nella Biblioteca Civica “M. Gatti”
Manduria, 6 ottobre 1810 – Napoli, 5 marzo 1894.
È stato un geodeta italiano, fece parte della prima Commissione Geodetica Italiana a partire dal 1865.
Laureato in matematica a Napoli, qui nel 1835 entrò a far parte, come ingegnere topografo, del Regio Ufficio Topografico del Regno delle due Sicilie prendendo quindi parte alle triangolazioni che si effettuarono nel territorio a partire dal 1849.
Patriota del periodo risorgimentale.
Curiosità. Giuseppe Sbavaglia fu arrestato una prima volta in Largo Porta Grande (oggi piazza Garibaldi) il 2 settembre 1848, durante la festa di S. Gregorio, per aver partecipato alla dimostrazione antiborbonica del 21 maggio. Fu arrestato una seconda volta a Napoli insieme a Francesco Prudenzano, per aver partecipato a riunioni politiche in casa dell'ingegnere manduriano Leonardo Filotico. Impossibilitato a proseguire gli studi universitari a Napoli, si diede all'insegnamento per poter vivere.
Padre domenicano.
Curiosità. Ha scritto una Breve descrizione dell’antica città di Manduria, oggi detta Casalnuovo, un manoscritto inedito del 1741, conservato nella Biblioteca Marco Gatti.
Ancona 1538 – Milano 1584.
Cardinale di Milano, fu signore di Casalnuovo verso la metà del ‘500. Aveva ereditato il marchesato di Oria, Francavilla e Casalnuovo dal fratello Federico.
Il passaggio del feudo a Carlo è testimoniato dalla captio possessionis, un atto redatto il 21 aprile 1565, alla presenza dell’arciprete di Casalnuovo do Pietro de Basiliis e il sindaco della città, Pirro Varrone.
Carlo Borromeo era però di Milano, per cui il marchesato fu amministrato per suo conto da Girolamo Maggiolino. Il feudo fu venduto da Carlo nel 1568 a Giovanni Battista Castaneo, arcivescovo di Cassano per la somma di quarantamila ducati, con la quale il cardinale Borromeo cercò di far fronte al problema della peste a Milano.
Curiosità. Con la successiva beatificazione, San Carlo fu dichiarato comprotettore di Casalnuovo insieme a San Gregorio Magno, nel 1630.
Curiosità. Una statua si trova su Porta S’Angelo e un’altra nella chiesa dell’Immacolata. La festa viene celebrata il 4 dicembre.
Detto Borsa, viene ricordato in quanto sotto al suo regno, nel 1090, Manduria, già distrutta dagli Agareni nel 977, fu costruita con il nome di Casalnuovo.
Curiosità. Sotto l’arco di Sant’Angelo vi è apposta una lapide dove si legge appunto che Manduria fu riedificata da Ruggiero il normanno nel MXC col nome di Casalnuovo.
Scultore del XVI secolo, fu impegnato dal benefattore Pantaleo Palmieri nella ristrutturazione della Chiesa Madre.
In un rilievo sopra il portone della chiesa madre si legge il suo nome e AD 1534.
Glottologo Francavillese è stato il primo, all’inizio del secolo scorso, a sostenere l’origine messapica di Manduria, diversamente da quanto diceva il Mazzocchi e che il nome, manda in lingua messapica significasse cavallo.
Francesco Prudenzano (1823 - 1909).
Letterato e patriota, partecipò ai moti del 1948 al seguito della spedizione Belgioioso nella brigata di Cesare Rosaroll, comandata generale Guglielmo Pepe, nella lotta per la libertà di Venezia. Per aver frequentato a Napoli la casa dell'ingegner Leonardo Filorico, dove si discuteva di lettere, scienze e politica, fu arrestato e messo in carcere per due anni. Fu a contatto con personalità di spicco come il Tommaseo, Poerio, Settembrini, Villari, Parravicini ed altri. Fu vice direttore della biblioteca della università di Napoli. Ebbe spiccato il senso della religione, della famiglia e della patria, per cui fu ritenuto soprattutto un grande educatore. Per questo motivo il primo edificio scolastico di Manduria, costruito negli anni '20, fu intitolato alla sua persona.
Curiosità. Casa Prudenzano era situata in via Ferdinando Donno n. 12.
Manduria, ‘800.
Moglie del caffettiere Carmine Caputo, figlio di Agostino. Dopo aver partecipato ai moti rivoluzionari antiborbonici del 1848 a Manduria, Carmine tradì e ricattò i compagni chiedendo loro una grossa somma di denaro, pena la consegna alla polizia dei documenti in suo possesso della Famiglia, la società segreta locale. Avuta la somma, fuggì e consegnò i documenti alla moglie. Una sorella del Caputo, che conviveva con la cognata Lucia, passò al gendarme De Feo l'informazione dell'esistenza dei documenti compromettenti. Lucia Pezzuto abitava sul corso XX Settembre, dove c’era la farmacia Bellocchi e in quei giorni era a letto gravemente affetta da emorragia. Quando i gendarmi furono a casa della Pezzuto, misero tutto a soqquadro e alla fine ro-vistarono persino nel letto in cui giaceva la donna. Questa si alzò, ma riuscì a trattenere tra le gambe il carteggio tanto ricercato. Con questo salvò molti da possibili persecuzioni e condanne. Dopo che i gendarmi furono andati via, Lucia Pezzuto bruciò tutti i documenti. Oltre ad essere liberale, la Pezzuto doveva essere uno spirito libero anche dal punto di vista religioso, se in quei tempi ebbe il coraggio di appartenere alla società dei Vangelici. Solo nel 1891, probabilmente in punto di morte, il sacerdote della Collegiata Salvatore Greco raccolse l'atto di adesione della donna alla religione cattolica.
Curiosità. Gli è stata intitolata una via di Manduria.
Casalnuovo, XVII sec.
Secondo la biografia descritta da Francesco Maria Ferrara, Fu dottore in legge, e dimorante in Napoli si fece religioso riformato. Fu uno dei padri provinciali del Convento di S. Francesco. Curò in particolare la ricca biblioteca di cui era dotato il monastero.
Curiosità. Gli è stata intitolata una via di Manduria.
Casalnuovo, 1768 – Manduria, 1814.
Fu acceso repubblicano contro la monarchia borbonica. Si mise in luce nel periodo della insurrezione del marzo 1799, che portò alla costruzione in Manduria di una Municipalità repubblicana durata solo 8 giorni.
In quella occasione contribuì a far proclamare la repubblica nella vicina Sava.
Curiosità. Gli è stata intitolata una via di Manduria.