Evoluzione e curiosità sulla condizione della donna nelle Terre del Primitivo
Descrizione
Figlie, mogli e madri in grado di portare avanti le famiglie numerose ma anche grandi lavoratrici, le donne sono state la vera forza delle Terre del Primitivo.
La foto è degli inizi degli anni Cinquanta del Novecento. E' un documento interessante perché riprende uno scorcio del paese di Uggiano Montefusco (frazione di Manduria), come appariva all'epoca. Abito scuro fino alle caviglie, Giovanna Morrone è stata immortalata nella strada dove abitava. Una strada dove si intravedono panni stesi, "la lemma" (il tipico enorme contenitore di ceramica destinato al lavaggio della biancheria), "lu traìnu" (il mezzo di trasporto agricolo per eccellenza). Una fotografia che racconta la vita quotidiana di una donna dell'epoca. Curiosità: per tutti era Nina jatta (gatta) perché da piccola era solita graffiare i compagni di gioco se perdeva le staffe.
Una descrizione della cittadina ripresa da un yuotuber che ha fatto visita ad Avetrana nel 2024, raccogliendo elementi di interesse storico e curiosità del territorio della comunità avetranese.
GRATICCIO DI CANNE CON FICHI
foto del 1954.
Un uomo ed una donna intenti a disporre i fichi sui graticci di canne (cannizzi) per essiccarli al sole.
CASETTA DI CAMPAGNE CON GRATICCIO DI CANNE CON FICHI
foto del 1954
Uomini e donne intenti a disporre i fichi sui graticci di canne (cannizzi) per essiccarli al sole. Alle loro spalle una piccola casa di campagna con pergolato.
Manduria,
Pittore
Fratello di Giovanni oscurerà totalmente la fama di Pietro. Mentre di Giovanni Stano continuano ad occuparsi gli studiosi, estendendo le ricerche al vasto ambito geografico in cui egli operò, del fratello Pietro, come sottolinea M. Guastella, non esiste fortuna critica alcuna. Egli non è neppure menzionato da A. Foscarini nella importante opera manoscritta “Arte e artisti in terra d’Otranto”, rassegna dei principali artisti salentini di ogni tempo, recentemente pubblicata da un noto editore leccese.
Il “corpus” pittorico di Pietro Stano, allo stato attuale delle ricerche, è costituito da: Immacolata e “San Gregorio Magno” in San Pietro in Bevagna, San Giuseppe col Bambino nella Chiesa di San Giuseppe a Manduria; quattro dipinti murali (il ciclo con i “Quattro Evangelisti” nella Chiesa di Sant’Anna a Carovigno); la decorazione parietale della chiesa di San Pietro in Bevagna e della chiesa di Sant’Anna a Carovigno (BR).
Verosimilmente, gran parte della produzione pittorica di Pietro Stano dovette essere di soggetto religioso, a differenza di quella del fratello maggiore Giovanni, che, nella sua lunga attività, fu chiamato a rappresentare vari temi e soggetti, compresi i ritratti, per i quali mostrò doti indiscutibili fin da giovanissimo.
Manduria, 1871-1945.
Pittore di notevole rilievo, fu esponente della scuola napoletana, allievo del Morelli e del Palizzi. Suo è il quadro di S. Tommaso che si trova sul l° altare laterale in cornu evangelii della chiesa dei Passionisti ed è ritenuto il suo capolavoro. Un altro suo dipinto, un Cuore di Gesù, si trova nella chiesa di S. Chiara; il Ritratto del notaio Nicola Doria si trovava nell'istituto Sacra Famiglia delle suore d'Ivrea, chiuso circa dieci anni fa; il Ritratto di Federico Schiavoni, con-servato nella biblioteca comunale; il Ritratto di Pietro Renna, conservato presso la famiglia Calò; il Ritratto di P. Paolino, passionista, conservato presso la famiglia Torcello; Santa Gemma Galgani, già nella chiesa dei Passionisti ma oggi non più rintracciabile.
Nel 2005 è stato pubblicato il volume Giovanni Stano e la sua opera, di A. Stano.
Manduria, 1877-1958.
Sacerdote, insigne grecista e latinista, conoscitore delle lingue orientali. Diresse il ginnasio di Manduria dal ’43 al 51. Compilò un Dizionario dei miti e leggende e costumi greco-romani.
Curiosità. Era noto come Papa Ninu.
Cardinale del ‘500.
Fu uno dei feudatari di Casalnuovo.
Curiosità. Governò la città nel 1571, prima che il feudo passasse alla famiglia degli Imperiali.
Vienna, 1918 – Manduria, 2004
Elisa (detta Lizzi) Springer nasce a Vienna in una famiglia ebrea di origine ungherese, figlia unica di Riccardo Springer e Sidonia Bauer. Elisa trascorse l'infanzia e l'adolescenza in una fervente Vienna ricca di stimoli culturali e artistici. Dopo l'arresto del padre, commerciante, della madre e di gran parte della sua grande famiglia, in conseguenza alle violente persecuzioni verso gli ebrei seguite all'annessione dell'Austria nel 1938, Elisa si rifugiò a Milano nel 1940. Qui intraprende l'attività di traduttrice privata. Tradita da una donna, spia fascista, viene arrestata nel 1944. Detenuta al carcere di Milano è deportata via Verona nel campo di concentramento di Auschwitz il 7 agosto 1944. Immatricolata con il n. A-24020, riesce a sopravvivere alle terribili condizioni di vita a Auschwitz e in altri campi di concentramento. A Bergen-Belsen conobbe personalmente Anna Frank. Trasferita infine a Theresienstadt, viene qui liberata il 5 maggio 1945.
Nel 1946 si trasferì definitivamente in Italia e trascorse il resto della vita a Manduria in provincia di Taranto con il marito Guglielmo Sammarco, dove è stata anche sepolta dopo la sua morte. Celata per lunghi anni la sua esperienza di deportazione, solo negli ultimi anni di vita, a memoria della sua sofferenza e degli orrori del nazifascismo nei confronti degli ebrei, scrisse un'autobiografia, Il silenzio dei vivi, edita da Marsilio editore (Venezia, 1997) grazie al fondamentale e prezioso aiuto dell'unico figlio Silvio.
Curiosità. Gli è stata intitolata una piazza di Manduria, nel Museo Civico c’è una teca a lei dedicata e la sua casa è diventata Casa della Memoria.
Canonico, detto Papa Izzu, fu fiero assertore del potere temporale del Papa, tanto che nel 1865 fu arrestato per aver istigato i cittadini contro la monarchia sabauda con la distribuzione di medaglie che portavano la scritta viva Pio IX papa e re. Quando fu istituita la seconda parrocchia di Manduria facente capo alla chiesa di S. Maria di Costantinopoli, don Gregorio fu nominato parroco e vi restò dal 1855 al 1884. A lui successe Leonardo Tarentini. Curiosità. Fondò insieme al Nicola Schiavoni Carissimo la biblioteca Marco Gatti nel 1898.
Manduria, 14 marzo 1818 – Manduria, 20 novembre 1904.
È stato un politico italiano, senatore del Regno d'Italia dalla XVI legislatura. Fallita l’insurrezione venne condannato a trentanni di carcere, come ricorda la lapide apposta al 1° piano dell’ex palazzo del municipio. Dopo il carcere fu trasferito in esilio.
Con l’unità nazionale fu eletto deputato nella VII e nell’ VV legislatura, ossia nel 1861 e nel 1882, aderendo allo schieramento della sinistra moderata. Fu eletto senatore del regno nel 1886.
Uomo di cultura, oltre che patriota.
Curiosità. Fondò insieme al canonico Gregorio Sergi la biblioteca Marco Gatti nel 1898. Il primo nucleo librario costituito dalla dotazione dei soppressi monasteri dei Domenicani, degli Agostiniani, degli scolopi, dei Serviti, dei Francescani e dei Cappuccini.
Curiosità. In Piazza Vittorio Emanuele II (Villa comunale) è presente un monumento che ritrae il suo busto realizzato da Tadolini. Un secondo busto si trova all’inizio della scalinata dell’ex palazzo comunale.
Curiosità. Il suo dipinto si trova nella Biblioteca Civica “M. Gatti”
Manduria, 6 ottobre 1810 – Napoli, 5 marzo 1894.
È stato un geodeta italiano, fece parte della prima Commissione Geodetica Italiana a partire dal 1865.
Laureato in matematica a Napoli, qui nel 1835 entrò a far parte, come ingegnere topografo, del Regio Ufficio Topografico del Regno delle due Sicilie prendendo quindi parte alle triangolazioni che si effettuarono nel territorio a partire dal 1849.
Patriota del periodo risorgimentale.
Curiosità. Giuseppe Sbavaglia fu arrestato una prima volta in Largo Porta Grande (oggi piazza Garibaldi) il 2 settembre 1848, durante la festa di S. Gregorio, per aver partecipato alla dimostrazione antiborbonica del 21 maggio. Fu arrestato una seconda volta a Napoli insieme a Francesco Prudenzano, per aver partecipato a riunioni politiche in casa dell'ingegnere manduriano Leonardo Filotico. Impossibilitato a proseguire gli studi universitari a Napoli, si diede all'insegnamento per poter vivere.
Padre domenicano.
Curiosità. Ha scritto una Breve descrizione dell’antica città di Manduria, oggi detta Casalnuovo, un manoscritto inedito del 1741, conservato nella Biblioteca Marco Gatti.
Ancona 1538 – Milano 1584.
Cardinale di Milano, fu signore di Casalnuovo verso la metà del ‘500. Aveva ereditato il marchesato di Oria, Francavilla e Casalnuovo dal fratello Federico.
Il passaggio del feudo a Carlo è testimoniato dalla captio possessionis, un atto redatto il 21 aprile 1565, alla presenza dell’arciprete di Casalnuovo do Pietro de Basiliis e il sindaco della città, Pirro Varrone.
Carlo Borromeo era però di Milano, per cui il marchesato fu amministrato per suo conto da Girolamo Maggiolino. Il feudo fu venduto da Carlo nel 1568 a Giovanni Battista Castaneo, arcivescovo di Cassano per la somma di quarantamila ducati, con la quale il cardinale Borromeo cercò di far fronte al problema della peste a Milano.
Curiosità. Con la successiva beatificazione, San Carlo fu dichiarato comprotettore di Casalnuovo insieme a San Gregorio Magno, nel 1630.
Curiosità. Una statua si trova su Porta S’Angelo e un’altra nella chiesa dell’Immacolata. La festa viene celebrata il 4 dicembre.
Detto Borsa, viene ricordato in quanto sotto al suo regno, nel 1090, Manduria, già distrutta dagli Agareni nel 977, fu costruita con il nome di Casalnuovo.
Curiosità. Sotto l’arco di Sant’Angelo vi è apposta una lapide dove si legge appunto che Manduria fu riedificata da Ruggiero il normanno nel MXC col nome di Casalnuovo.
Scultore del XVI secolo, fu impegnato dal benefattore Pantaleo Palmieri nella ristrutturazione della Chiesa Madre.
In un rilievo sopra il portone della chiesa madre si legge il suo nome e AD 1534.
Glottologo Francavillese è stato il primo, all’inizio del secolo scorso, a sostenere l’origine messapica di Manduria, diversamente da quanto diceva il Mazzocchi e che il nome, manda in lingua messapica significasse cavallo.
Francesco Prudenzano (1823 - 1909).
Letterato e patriota, partecipò ai moti del 1948 al seguito della spedizione Belgioioso nella brigata di Cesare Rosaroll, comandata generale Guglielmo Pepe, nella lotta per la libertà di Venezia. Per aver frequentato a Napoli la casa dell'ingegner Leonardo Filorico, dove si discuteva di lettere, scienze e politica, fu arrestato e messo in carcere per due anni. Fu a contatto con personalità di spicco come il Tommaseo, Poerio, Settembrini, Villari, Parravicini ed altri. Fu vice direttore della biblioteca della università di Napoli. Ebbe spiccato il senso della religione, della famiglia e della patria, per cui fu ritenuto soprattutto un grande educatore. Per questo motivo il primo edificio scolastico di Manduria, costruito negli anni '20, fu intitolato alla sua persona.
Curiosità. Casa Prudenzano era situata in via Ferdinando Donno n. 12.
Manduria, 1872 – Roma, 1941.
Avvocato, fu uno dei primi organizzatori del partito Socialista di Manduria. Durante e dopo la prima guerra mondiale diresse il quotidiano, l’Azione pugliese. Fu anche redattore del quotidiano romano, Il popolo di Roma. Tra i suoi lavori più importanti vanno ricordati I manduriani del ’48 e La questione demaniale in Terra d’Otranto.
Curiosità. Gli è stata intitolata una via di Manduria.
Titolo: Uggiano Montefusco ed il suo diruto castello (note e documenti)
Autori: Primaldo Coco
Data di pubblicazione: 1914
Editore: Lecce, Stab. Tip. Giurdignano
Argomenti: Storia e Tradizioni
Francavilla, ---- - Casalnuovo 1796
Nobile donna manduriana, figlia di Maurizio, nata a Francavilla.
Con le sue risorse concorse alla realizzazione di diverse opere pubbliche, come il cappellone di S. Gregorio Magno e la Chiesa parrocchiale di uggiano Montefuisco.
Con il lascito di 2000 ducati fondò il Monte dei pegni che, tra l'altro, prevedeva interventi a favore dei bisognosi per combattere l'usura. L’opera sua più grande resta l’arricchimento del Monte di Pietà, un ente la cui fondazione risale alla prima metà del XVI sec; Monte di Pietà che già con Gaspare Montesina aveva realizzato in Casalnuovo una primi esperienza di ospedale pubblico, tanto che il Catasto onciario censisce uno spidale nel Borgo di Porta Grande. Qualche decennio prima, nel 1713, il Ferrara scrive.. va di Casalnuovo che "Ha un ospedale con un grandissimo fondo". Esso sorgeva esattamente dove fu poi casa Mancini, dirimpetto alle Benedettine.
Curiosità. Nel 1788 Marianna Giannuzzi dispose il lascito della masseria Lenze (Marina), dotata di 957 tomoli, della masseria Bagnolo con 748 tomoli, della masseria Torre di Pieni con 159 tomoli e dell'intero Palazzo Giannuzzi con tutti i suoi mobili personali, il tutto finalizzato, appunto, alla realizzazione dell'ospedale. Questo fu inaugurato nel 1873, a 77 anni dalla morte della nobildonna, e a lei intitolato, come ricorda la lapide apposta nel salone d'ingresso dell'ospedale vecchio, quello ubicato nell'ex monastero dei Domenicani.
Titolo: Cenni storici di Sava
Autori: Primaldo Coco
Data di pubblicazione: 1915
Editore: Lecce, tipografia Giurdignano, ried. Marzo Editore Manduria, 1984
Argomenti: Storia e Tradizioni
Titolo: Il santuario di San Pietro in Bevagna dipendente dei PP. Benedettini di Anversa
Autori: di Primaldo Coco
Data di pubblicazione: 1915
Editore: Tipografia Martinelli
Argomenti: Storia e Tradizioni