Ciascun Comune delle Terre del Primitivo ha i suoi figli illustri. Intellettuali, scienziati, artisti, religiosi, sportivi, patrioti che hanno dato e continuano a dare lustro alla loro terra.
Descrizione
Le Terre del Primitivo vantano una serie di figure di spicco che hanno lasciato un segno importante nella storia, nella cultura e nella scienza. Tra questi, spiccano personaggi poeti e scrittori, ma anche politici e sportivi che hanno contribuito allo sviluppo della Regione Puglia. Altri illustri sono artisti, studiosi e personalità religiose che hanno portato onore alla città con le loro imprese e il loro talento. Queste figure rappresentano un patrimonio di orgoglio e ispirazione per la comunità.
Manduria, 1926-2016.
Avvocato e cultore di storia locale, uomo intelligente ed umile.
Ha pubblicato moltissimi studi di storia patria.: I primordi della stampa in terra d'Otranto. La ceramica graffita policroma in Casalnuova del XVI al XVII. Atti del 4° Seminario (11 dicembre 2010) con Elio Scarciglia; Manduria. Note di storia, tradizioni, cronaca cittadina e curiosità, Un erudito manduriano fra XVIII e XIX secolo. Giuseppe Pacelli e la sua operetta sull'antica città di Manduria, Bibliografia generale di Terra d'Otranto dal 1550 al 1993 (odierne provincie di Brindisi, Lecce e Taranto).
Non trascurò di frequentare l’Archivio Storico Comunale, ancora tutto da esplorare compiutamente, ricavandone notizie preziose per la redazione delle sue opere.
Manduria, 12 giugno 1931 – Roma, 8 dicembre 2019
È stato un attore e cantante italiano.
Nel 1953 esordisce al cinema nel film Il mercante di Venezia diretto da Pierre Billon e nel 1954 interpreta un soldato nel film Senso di Luchino Visconti. Nel 1968 è protagonista insieme a Francesca Bertini della trasmissione televisiva La fiera dei sogni condotta da Mike Bongiorno e nel 1969 prende parte all'Orlando furioso di Luca Ronconi,.
Ha pubblicando i due LP di musica folk I canti del prato verde - Antiche canzoni regionali popolari italiane (1972, come Antonio Di Mitri) e Taratatani - Antichi canti popolari della Puglia salentina (1974, come Antonio Dimitri) e un album Rutulì rutulà - Il mondo è una rotella, volta gira e se ne va.
Casalnuovo 1590 - ---
Musicista, autore dell’opera Madrigali a cinque voci, conservata nella biblioteca nazionale di Parigi.
Curiosità. Nel Librone Magno è citato come musico celebre.
Curiosità. Gli è stata intitolata una via di Manduria.
Casalnuovo 1548 -
Dopo la morte della moglie decise di diventare sacerdote e divenne abate della Collegiata di Manduria. Insegnò lettere latine, greche ed ebraiche all’università di Roma.
Curiosità. Gli è stata intitolata una via di Manduria.
Curiosità. Ritratto realizzato da G.B. Arnò in Manduria e Manduriani.
Casalnuovo 1688 – Conversano 1751
Sacerdote. Nel 1741 fu incaricato dal cardinale Ruffo giudice di seconda istanza del Principato di Ostia e del Principato di Velletri. Esercitò anche l’avvocatura a Roma. Nel 1744 fu fatto vescovo di Conversano da papa Benedetto XIV.
Curiosità. Gli è stata intitolata una via di Manduria.
Curiosità. Ritratto realizzato da G.B. Arnò in Manduria e Manduriani.
Casalnuovo meta del '500
Arciprete della Collegiata di Casalnuovo dal 1575 al 1608.
A lui si deve il Librone magno delle famiglie mandurine iniziato nel 1572 proprio dall’arciprete Lupo Donato Bruno, documento definito dallo storico G. De Lille unico esemplare al mondo che contiene le genealogie delle famiglie dalla fine del 1400 al 1700 con l’aggiunta di numerose note degli autori, che costituisce uno spaccato economico, sociale ed antropologico della realtà dell’epoca.
Curiosità. Gli è stata intitolata una via di Manduria.
XV sec.
Di origine albanese e proveniente da Francavilla Fontana. La sua famiglia si era stabilita a Casalnuovo alla fine del ‘400.
Loisio fu diplomatico al servizio del re di Napoli Ferdinando D’Aragona ed essendo in corso la guerra contro Carlo VIII, fu incaricato nel 1496 di trattare con la Repubblica di Venezia l’intervento al fianco del re di Napoli, in cambio della concessione ai veneziani di alcuni porti pugliesi come Trani, Brindisi, Ostuni e Gallipoli.
Curiosità. Gli è stata intitolata una via di Manduria.
Casalnuovo, 1756 - Manduria 1848.
Dottore in legge, si batté per le riforme nel campo della pubblica amministrazione.
Quando si tramò per organizzare nel regno di Napoli l'insurrezione popolare nel marzo 1799, il Ciracì fu uno dei decurioni nominati a far parte dell'amministrazione comunale repubblicana, purtroppo durata solo otto giorni, perché seguì subito la repressione e la restaurazione. In quell'occasione, di luogotenente della Regia Corte di Sava, sollecitò d'ufficio questo Comune a proclamare la Repubblica. Su commissione dell'amministrazione comunale di Manduria scrisse una lettera di Indirizzo, petizioni e pensieri del Comune di Manduria ai signori deputati del Parlamento nazionale, in cui spronava i parlamentari a costruire "il grande edificio...per fare la felicità della Patria nostra".
Curiosità. Abitò nel palazzo che si trova in via del fossato, oggi palazzo de Laurentis.
Curiosità. Gli è stata intitolata una piazza di Manduria.
Patriota risorgimentale, partecipò ai moti manduriani del 21 maggio 1848; fu arrestato subito dopo Nicola Sciavoni che aveva capitanato il movimento, e nel 1850 condannato a nove anni di carcere.
Curiosità. Gli è stata intitolata una via di Manduria.
Giacomo Antonio Carrozzo, sacerdote, si rese meritevole di memoria per aver introdotto in Casalnuovo, nel 1681, l'ordine degli Scolopi, i quali avevano il convento dov'è ora il l’ex Municipio. La presenza degli Scolopi fu di grande importanza per la città, in quanto essi gestivano un Collegio in cui si provvedeva all'educazione dei giovani. La scuola operò per quasi un secolo e mezzo fino alla soppressione avvenuta nel 1818.
Giacomo Antonio Carrozzo non va confuso con il suo omonimo, vissuto oltre un secolo prima, che fu il primo arciprete di Casalnuovo di cui si ha notizia, quindi vicario generale dell'arcivescovo di Taranto e infine vescovo di Conversano nel 1533.
Curiosità. Gli è stata intitolata una via di Manduria.
Rivoltoso dei moti rivoluzionari manduriani del 21 maggio 1848. Il suo nome è riportato nella lapide apposta al primo piano dell’ex Municipio di Manduria, in cui risulta tra coloro che furono condannati al carcere.
Curiosità. Gli è stata intitolata una via di Manduria.
Manduria, 6 agosto 1919 – Torino, 7 luglio 1993) è stato un calciatore italiano, di ruolo portiere.
Proveniente dalle giovanili della Juventus, dove non riesce ad approdare alla prima squadra, disputa tre stagioni da titolare nello Spezia (una in Serie C e due in Serie B), per poi passare nel 1942 al Liguria in Serie A.
Dopo aver militato nel Cuneo nei tornei di guerra del 1943-1944, abbandona l'attività calcistica dopo la pausa bellica.
Casalnuovo, 1772 – Manduria 1840.
Patriota manduriano. Studente di giurisprudenza, all’età di 26 anni partecipò ai moti del 1799 e combattè con la difesa di Napoli con il generale Wirte, difensore della città, contrastando al Ponte della Maddalena l’avanzata dei Sanfedisti. Questi erano gruppi di popolani ignoranti, spinti dal cardinale Ruffo di bagnara a combattere per la resistenza dei Borbone contro l’occupazione francese e i moti liberali.
Scampato alla pena di morte, fu condannato all’esilio. Fu magistrato nella città di Lecce e poi Trani.
Curiosità. Gli è stata intitolata una via di Manduria.
Casalnuovo 1593 – Roma, 1655.
Manduria, 15 dicembre 1593 – Roma, 23 settembre 1635.
Arciprete di Casalnuovo da 1623 al 1625. Lasciato quest’incarico, si recò a Roma dove fi segretario del duca Francesco Maria della Rovere. Successivamente, a Roma fu primo segretario del cardinale Berlingero gessi e poi più volte incaricato da papa Urbano VII in missioni diplomatiche.
È stato anche un poeta italiano, esponente di spicco della letteratura barocca. Tra le sue opere: La Selva di Parnasso, La Ghirlanda, L’Averna, Le tre Grazie, Le Veneri e Le Epistole Eroiche.
Curiosità. Gli è stata intitolata una via di Manduria.
Patriota manduriano del Risorgimento. Partecipò ai moti contadini del 1845.
Processato dai Borboni, fu condannato a 9 anni di carcere.
Curiosità: il suo nome è inserito nella lapide apposta al primo piano dell’ex palazzo comunale.
Curiosità. Gli è stata intitolata una via di Manduria.
Nobildonna appartenente alla famiglia Bonifacio dei principi di Francavilla, vissuta a Casalnuovo nel XVI sec.
Sposò Aloisio Varrone; non avendo avuto figli, alla sua morte lasciò i suoi averi al cognato Pirro Varrone con l’impegno di devolverli infine in opere di bene.
Curiosità. Gli è stata intitolata una via di Manduria
Casalnuovo, 1733 – Manduria, 1811.
Pasquale, figlio di Giuseppe Domenico, nato probabilmente nel 1733, svolse una larga attività, dipingendo varie tele per le chiese di Manduria e dei paesi vicini. Di esse si ricordano: a Manduria, nel duomo: S. Gregorio; in S. Maria: S. Rita; nella chiesa del Rosario: Lo sposalizio di S. Caterina; nel santuario di Pasano, presso Sava: la Madonna della Pastora (firmato e datato 1778); altre tele ad Avetrana, Maruggio, Montefusco. Morì a Manduria il 16 nov. 1811.
Curiosità. Gli è stata intitolata una via di Manduria.
Casalnuovo, 1695-1777.
Maggiori notizie si hanno di Matteo Niccolò, che era fratello più giovane di Diego Oronzo e di Giuseppe Domenico, nato a Manduria (e non a Oria, come riferisce il Bertacchi) nel 1696. Divenuto sacerdote, nel 1725 si trasferì a Roma, ove soggiornò almeno fino al 1730, quando partecipò a un concorso, indetto da Benedetto XIII per un quadro rappresentante un episodio della vita di S. Barbato: il dipinto è andato successivamente disperso, ma si sa che gli valse il conferimento del titolo di conte palatino e cavaliere dello Speron d'Oro. Ritornò in Manduria in un anno imprecisato, e divenne canonico e tesoriere della collegiata. In relazione alla sua attività di pittore si deve notare che l'unica pittura da lui firmata, a noi pervenuta ("D. Matteo Bianco ping."), è una tela, in cattive condizioni di conservazione, rappresentante una Annunciazione, nella chiesa del santuario della Madonna del Verde di Maruggio, ora cappella del cimitero, probabilmente proveniente dalla distrutta cappella di S. Giovanni, chiesa dell'Ordine di Malta, come sembra provare lo stemma gentilizio del maestro dell'Ordine che vi compare (segnalazione di M. Greco).
Morì a Manduria il 26 dic. 1777.
Curiosità. Tradizionalmente si riferisce che Matteo Niccolò fosse esperto nel restauro di tele ed affreschi, ma nulla conferma tale tradizione.
Curiosità. Gli è stata intitolata una via di Manduria.
L'ultimo dei Bianchi ad esercitare la pittura fu Giuseppe, figlio di Pasquale, di cui si ricorda solo che fu maestro di disegno per giovinetti e ritrattista.
Curiosità. In una perizia per contestazioni ereditarie si firma: "Giuseppe Bianco pittore et orologiaio”.
Figlio di Gaetano, nacque nell'agosto del 1685. Di lui si sa che fu pittore, ma nulla si conosce della sua attività. Ebbe un figlio, Pasquale, anch'egli pittore.
Curiosità. Solo di recente si è creduto di poter riconoscere la sua mano in un quadro della cattedrale di Monopoli, Sarcofago di s. Francesco di Paola, in cui appare un cartiglio con la scritta "Gius. Bianchi P....".
Nativo di Melpignano, ma trasferitosi verso la fine del secolo a Casalnuovo, oggi Manduria. Della sua attività sono testimonianza due tele firmate: una Pietà nella chiesetta della Pietà in Salice Salentino e la Madonna del Carmine nella chiesa delle Scuole pie di Manduria. Gaetano ebbe tre figli maschi, Diego Oronzo, Giuseppe Domenico e Matteo Niccolò, tutti e tre pittori.
Casalnuovo 1683-1767.
Figlio di Gaetano B., nacque a Manduria, dove fu battezzato nella Collegiata il 23 ag. 1683; svolse una larga attività, dipingendo numerosissime tele di soggetto religioso per chiese di Manduria e di altre città pugliesi, sulle quali spesso appose la sua firma, ora nella forma italiana (Diego Orontio fece...), ora in quella latina (Didacus Bianco invenit et pinxit): la diversità delle espressioni fece erroneamente credere che Didaco fosse un altro pittore della famiglia. Delle sue numerose opere si indicano, qui di seguito, le più importanti: Manduria, chiesa del Rosario: La Madonna del Rosario; chiesa madre: copia con varianti della precedente, La fuga in Egitto, La strage degli Innocenti; chiesa della Madonna del Carmine: affreschi della cupola. Altre sue opere si trovano a Massafra, a Brindisi a Monopoli. Nella collezione Arnò di Manduria si conserva un ritratto della nipote Susanna, che sposò il giurista G. B. Arnò, attribuito a Diego Oronzo per tradizione familiare. Morì il 14 nov. 1767.
Curiosità. Gli è stata intitolata una via di Manduria.